Ne ha per il candidato premier M5s Luigi Di Maio, che vuol liberarsi dai vincoli europei sui conti pubblici, ma attacca anche le sparate razziste del candidato governatore della Lombardia per il centrodestra Attilio Fontana. Il quale non ci sta e ribatte ricordando che “anche nella Costituzione si parla di razze”. Pierre Moscovici, commissario Ue agli Affari economici, da Parigi spara alzo zero su alcuni dei protagonisti della campagna elettorale italiana. Dopo aver ammesso che l’Italia è “tra i rischi politici” dell’Unione vista l’incertezza sull’esito del voto del 4 marzo.

Moscovici ha innanzitutto definito “ovviamente scandalose” le parole dell’ex sindaco di Varese sulla “razza bianca a rischio”, aggiungendo però che “i partiti illiberali, razzisti, estremisti, vanno combattuti sul piano politico. Siamo delle democrazie, bisogna lasciare i popoli votare“. Fontana, parlando a Tgcom24, si è difeso sostenendo di aver voluto “semplicemente evidenziare come un discorso lasciato al caso rischi di essere devastante per il nostro Paese. Io”, ha spiegato, “da cittadino italiano mi vergogno di vedere immigrati che vivono in case abbandonate e sono preoccupato del fatto che rischino di entrare nella malavita organizzata per sopravvivere. Io ammetto di aver usato un’espressione inopportuna“, ma “dovremmo cambiare anche la Costituzione comunque perché è la prima a dire che esistono delle razze”. Riferimento all’articolo 3 della Carta secondo cui “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. “Comunque il problema va affrontato, perché la situazione rischia di esplodere e di creare problemi di carattere sociale”. Il segretario della Lega e candidato premier Matteo Salvini dal canto suo ha definito l’intervento di Moscovici “inaccettabile intrusione di un burocrate europeo nelle elezioni italiane. Le politiche di immigrazione incontrollata e di sacrifici economici imposte dall’Europa sono state un disastro e verranno respinte dal libero voto degli italiani, i burocrati di Bruxelles stiano tranquilli”.

Il commissario Ue ha però attaccato anche la proposta di Di Maio di sfondare il tetto del 3% al rapporto tra deficit e pil: “E’ un controsenso assoluto”, ha commentato. “Sul piano economico questa riflessione non è pertinente. Il tetto del 3% ha un senso molto preciso, quello di evitare che il debito non slitti ulteriormente. Ridurre il deficit significa combattere il debito e combattere il debito significa rilanciare la crescita“.

“Oggi – ha continuato il commissario parlando delle prospettive dopo le urne – è difficile immaginare quale coalizione uscirà dal voto, con quali ambizioni europee, anche se con l’approssimarsi delle elezioni tutti i partiti rivedono il loro posizionamento rispetto all’euro. Quale programma, quale impegno europeo uscirà dal voto? In un contesto in cui la situazione economica dell’Italia non è certamente la migliore al livello europeo, felice chi potrà dirlo…”.

“L’Italia è come un gatto: cade sempre in piedi“, aveva comunque esordito Moscovici rispondendo ai giornalisti. “Cito sempre Galileo: ‘Eppur si muove…’. Oggi la situazione economica sta migliorando, ci sono capacità creative, con un tessuto di pmi estremamente potente che esporta e che alcuni potrebbero anche invidiarle…. Guardo all’Italia con tenerezza, fiducia, e gli interrogativi che abbiamo tutti: ma gira e girerà, sono fiducioso“.