Riconoscente al Berlusconi imprenditore, ma un “giudizio severo” sul Berlusconi politico. Del caso Renzi-De Benedetti invece pensa che sia tutto “normale”. Giorgio Gori, intervistato da Klaus Davi per il programma KlausCondicio, risponde anche a una domanda su Marcello Dell’Utri, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. “Penso anch’io che, se le condizioni di salute di Marcello Dell’Utri sono quelle di cui leggiamo sui giornali, non sia giusto che resti in carcere ma che possa accedere a delle forme di detenzione più leggere che si prendano cura della sua salute. Il mio rapporto personale con Dell’Utri è sempre stato con un uomo di grande qualità. Non ho mai avuto la sensazione che fosse l’anello di congiunzione tra Berlusconi e la mafia” ha affermato il sindaco di Bergamo rispondendo a una domanada. Il candidato per il Pd alle elezioni regionali in Lombardia ha proseguito: “Se le condizioni sono quelle di cui leggiamo, non è giusto che resti in carcere e penso che possa accedere a forme di detenzione più leggere. L’ho conosciuto, ho sempre pensato fosse una persona molta colta e questo ovviamente non ha nulla a che fare con i suoi processi su cui nulla posso dire”.

Gori, che a differenza di Nicola Zingaretti nel Lazio, non sarà appoggiato da Liberi e Uguali, si spiega così il no del partito guidato da Piero Grasso. “All’interno di LeU, Sinistra Italiana ha sempre avuto una posizione contraria all’accordo e Fratoianni non ne ha mai fatto mistero. Ovviamente li rispetto, ma il loro coinvolgimento sarebbe stato utile, ma non decisivo: ci sono possibilità di vincere anche senza i dirigenti di LeU, e parlo di dirigenti perché penso che molti elettori di LeU voteranno invece per me”. La scelta di Leu di correre da soli “credo sia stata un errore – ha aggiunto l’ex spin doctor di Matteo Renzi -, mi arrivano cenni di disappunto e dispiacere da molti elettori di quel partito che non capiscono e che avrebbero voluto una scelta diversa”. Gori si è definito “ottimista” e ha ribadito che ci sono “buone probabilità di vincere” perché girando per la Lombardia si capisce che “ci sono un sacco di cose che non sono state fatte bene“.

Oggi Grasso ha spiegato: “Non c’è nessun rancore né odio nei confronti del Pd. In Lombardia non c’erano le condizioni per un accordo. Erano state proposte delle primarie e invece si è avuto un candidato imposto. Gori – ha aggiunto – ha appoggiato il referendum autonomista di Maroni, non ha dimostrato nessuna visione in discontinuità rispetto alle attuali politiche del Pd. Tutto questo è stato valutato dalla base, che aveva il polso della situazione”. Sul livello nazionale, Grasso ha ribadito le distanze note con il Pd: “Lo stesso Renzi ha detto che è riuscito a fare quel che Berlusconi non ha fatto. Se si continuano a percorrere le direzioni che vanno fuori dal centrosinistra, non possiamo essere d’appoggio e di aiuto al Pd“. Proprio di Berlusconi Gori dice: “Si può apprezzare molto l’imprenditore per quello che ha fatto e io continuo ad apprezzare Berlusconi e gli sono anche molto riconoscente: mi ha messo in mano la responsabilità delle sue tre reti quando avevo 29 anni, come potrei non esserlo? Ma ho un giudizio politico su di lui abbastanza severo, i due piani sono nettamente distinti”.

E poi sul caso della telefonata sul decreto banche tra Renzi e De Benedetti: “Non so che in rapporti fossero, ma mi pare normale capo del governo intrattenga rapporti con i principali figure del panorama economico e non mi pare gli abbia detto niente di particolarmente…”. Sulla volontarietà di far guadagnare 600mila euro a De Benedetti Gori dice: “Questo è assolutamente da dimostrare”.

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