Georges Clemenceau era un genio. Non solo della politica. Un suo famoso aforisma recita: “Non si dicono mai tante bugie quanto prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia”. Nel marasma di promesse che tutti i partiti ci stanno facendo, la maggior parte sono naturalmente delle ‘cagate pazzesche’, come direbbe Fantozzi, ma la cosa che personalmente mi colpisce in questo periodo è la smania di venire a farle, solennemente, in televisione.

Per quanto il web stia strappandole anno dopo anno teste (e quindi potenziali elettori), la tv rimane il sogno proibito di decine e decine di politici, soprattutto medi e piccoli, che vedono traballare la propria possibilità di tornare a spadroneggiare in Parlamento con tutto il conseguente carico di benefit e privilegi, oppure intravedono all’orizzonte la possibilità – finalmente – di accedervi.

Questo aspetto appare particolarmente evidente a chi lavori in un programma televisivo di politica.

Le risposte alle telefonate di invito in trasmissione hanno tutto un altro tono rispetto a quando i deputati erano deputati e i senatori, senatori. Oggi tutti potrebbero tornare ad essere un signor nessuno o, al massimo, dei rispettabili, ininfluenti ‘ex’.

Solo pochi mesi fa il tal presidente di commissione era troppo impegnato per fissarvi una data certa? (‘risentiamoci magari il giorno prima, ma non assicuro nulla!’)

Oggi il medesimo personaggio fa chiamare due volte a settimana dal suo assistente ‘perché il Presidente è a Roma e avrebbe proprio piacere di passare da voi…’.

Poi ci sono quelli che fino a ieri venivano sempre e senza problemi ma facendotelo pesare: ‘certo mi chiamate sempre quando avete bisogno, ma quando ve lo chiedo io, mai…Vabbé, per questa volta…’

Ora sono loro in persona a chiamare per proporsi un giorno sì e uno no, ricordandovi quanto sono stati collaborativi fino ad oggi.

Il caso più patetico però è quello di coloro che non sono sicuri di avere di nuovo un posto in lista o che se lo vogliono conquistare per la prima volta.

Qui la situazione può sfociare nello psicodramma e i rispettivi assistenti o PR non si fanno problema di essere molto espliciti: ‘Ti prego, ti prego! Si deve far vedere il più possibile e possibilmente entro quella data, deve venire a parlare di quell’argomento sul quale è fortissimo/a, perché proprio ora si stanno definendo le liste elettorali e se il capo del partito lo/a vede, magari un posto buono glielo dà!’.

Se pensavate che i tempi della campagna elettorale fossero duri solo per gli elettori, chiamati a votare per qualcuno che dispiaccia un po’ meno degli altri, rivolgete adesso un pensiero gentile anche alle povere anime perse di tanti aspiranti candidati in cerca di visibilità in tv. Tanto poi gli eletti non saranno tanto meglio di loro.

Come recitava tempo fa un poster elettorale inglese, ‘Vota oggi, te ne pentirai domani’.

[Nota di trasparenza: mi sono candidato nelle Parlamentarie 5 stelle]