La foto è stata scattata la sera dell’Epifania all’autostazione di Cosenza. Un ingorgo di bus, perché in Calabria non c’è alternativa alla gomma, il treno è quasi scomparso, e di valigie, di giovani e di anziani, di donne e uomini che attendono di ripartire per il nord dove studiano, lavorano, vivono. Uno ogni dieci di coloro che quella sera si accalcano per il lungo ritorno ha scelto dove vivere e come vivere.

Per tutti gli altri si tratta della resa alla realtà immutabile di una regione che non sa cosa dire né cosa dare ai suoi figli. Di una regione che non ha vergogna di sprecare le sue risorse e non ha timore di divenire un ospizio a cielo aperto. Questa foto è anche un atto di accusa a chi ha governato l’Italia e ha lasciato che una parte di essa venisse trafugata, resa disponibile a ogni rapina. Ed è, sempre questa foto, l’istantanea delle nostre colpe, anche delle responsabilità dei calabresi che hanno immaginato la resa ai diritti come scelta improcrastinabile e unica.

Passate le feste si fa ritorno a casa. Una regione intera si svuota – proprio come succedeva quarant’anni fa – e su quei bus intelligenze, braccia, sogni e vita vengano trasportati altrove perché un domani lì non c’è. Proprio come accadeva quarant’anni fa.

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ricchi e poveri – L’istantanea di Caporale

next
Articolo Successivo

Ritorna il fantasy, meno male che Silvio c’è – L’istantanea di Caporale

next