Dibattito animato a Otto e Mezzo (La7) sulla ‘tv del dolore’ e sui programmi di approfondimento di cronaca nera nei canali mainstream italiani. A commento delle osservazioni critiche con Barbara D’Urso, pronunciate dal filosofo della Comunicazione, Carmine Castoro, interviene il giornalista Massimo Bernardini, che dissente dalla tesi di Carlo Freccero, secondo cui certa televisione è espressione di una “americanizzazione della notizia”: “Perché, nonostante le critiche filosofiche e le autoregolamentazioni, questo tipo di trasmissioni è vincente su tutti i palinsesti? E questo non è un fenomeno tanto americano”. Esplode uno scambio vivace di opinioni tra Bernardini e Freccero, che ribadisce il suo assunto e menziona Fox Crime. Il conduttore di Tv Talk ribatte: “La tv americana non dedica così tanto spazio alla tv del dolore sui canali generalisti. Vuoi paragonare Fox Crime con Rai Uno? A me basterebbe che la Rai si autoregolamentasse in altro modo”. Freccero cita Rai Tre e rende omaggio a Lio Beghin, storico autore della trasmissione Chi l’ha visto: “Lui perimetrava e dava un contesto a un fatto di cronaca nera e riusciva a dimostrare che nel corpo sociale c’era qualcosa che non funzionava. La lezione di Beghin è il miglior vaccino per inquadrare il fatto di cronaca“. Concordano Castoro e Bernardini, che aggiunge: “Si parte, cioè, dalla contraddizione per leggere la società. Però, purtroppo, non ci sono più i Beghin nella televisione italiana“. Nel finale, il tema affrontato è la politica italiana, per la quale la conduttrice Lilli Gruber auspica una più massiccia presenza femminile. Freccero coglie la palla al balzo e fa lo spoiler della prossima stagione della serie televisiva americana, ‘House of Cards’. Poi si pronuncia sulla sospensione comminata all’attore Kevin Spacey, travolto dallo scandalo sulle molestie sessuali: “E’ stato un errore clamoroso e colossale cacciarlo, una superficialità davvero stupida, innanzitutto perché nella seconda stagione lui aveva esperienze omosessuali e in secondo luogo, siccome è molto laido, in qualche modo nella serie era se stesso“. “E’ caccia alle streghe“, commenta Bernardini. Ma Lilli Gruber lo rimbrotta: “No, no. Non esageriamo”