“L’oltraggio ad un pubblico ufficiale o ad un componente delle forze dell’ordine, ivi compresi i vigili urbani è un reato. Legittimamente il reato va estinto con le pene previste dal codice penale e giustamente sono previste anche le scuse a chi subisce oltraggio e all’ente o corpo di appartenenza. Detto ciò le procedure supplementari applicate dal Corpo della polizia Municipale di Roma a chi commette oltraggio verso gli agenti sembrano più una estorsione di scuse e somigliano alle dichiarazione estorte ai prigionieri dell’Isis”. Lo afferma in una nota il consigliere comunale del Pd, Marco Palumbo.

“Mi domando perché a Roma non sono sufficienti le disposizioni dell’art. 341bis del Codice Penale – dice – ovvero la riparazione del danno e le scuse scritte a risarcimento della persona offesa e dell’ente di appartenenza, ma si debba applicare una sorta gogna mediatica supplementare. Una messa alla berlina umiliante che prevede la lettura di scuse da veicolare attraverso Youtube, Megavideo, My Space, Google Video e che dovrà avere una durata non inferiore a trenta secondi così come da disposizioni del comando del Corpo della Polizia Municipale di Roma. Chiedo al comandante Diego Porta di rivedere al più presto una pratica che richiama al medioevo attraverso l’uso di strumenti informatici”, conclude Palumbo.

Presto le video-scuse sul web ai vigili urbani di Roma potrebbero essere solo un vecchio ricordo. La sindaca Virginia Raggi, dopo aver ricevuto una relazione degli uffici competenti, ha spiegato che il Campidoglio “interverrà su questa procedura voluta e applicata dalla precedente amministrazione: tale prassi fu introdotta dall’ex comandante della Polizia Locale, Raffaele Clemente”. In sostanza, spiega la sindaca, “rivedremo la prassi che obbliga alla pubblicazione di video-scuse ai vigili in caso di oltraggio”.

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