Le accuse da una parte: “un indecente clan”, “una comica”, “conflitto d’interessi chiaro”. La difesa dall’altra: “nessuna pressione”, “De Bortoli ha perso la causa” e “aveva scritto il falso”. Le dichiarazioni dell’ex ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, sugli incontri con l’allora ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, e la mail di sollecito sul dossier Banca Etruria inviata dal renziano Marco Carrai scatenano reazioni opposte. Con le minoranze pronte a scagliarsi contro il Giglio magico e la difesa compatta del Pd nei confronti della sottosegretaria.

Renzi, Boschi, Carrai, un indecente clan che ha occupato la Repubblica italiana soltanto per affari personali“, commenta Alessandro Di Battista del M5s. “Puoi anche restare inchiodata a quella poltrona ma la tua credibilità è zero – continua il deputato rispondendo direttamente a Boschi su Twitter – Se fossi cinico ti direi di non dimetterti perché ogni giorno che passa il tuo Pd che più che un partito è una banca, crolla. Ma per la credibilità del Paese dovresti scomparire dalla scena politica”. Mentre per il pentastellato Danilo Toninelli “il Pd va a pezzi su Bancopoli”, definito “uno scandalo in cui è coinvolto tutto il Giglio magico”. Secondo il deputato, quindi, “Renzi lasci la politica e Boschi si dimetta immediatamente”.

Di “comica” parla invece il segretario della Lega, Matteo Salvini, sottolineando che “Marco Carrai, che Renzi voleva mettere a capo della struttura di cybersecurity nazionale, avrebbe mandato a Ghizzoni una email in cui lo sollecitava a dare una risposta per Banca Etruria! Tutti a casa”. Per Roberto Speranza, coordinatore di Mdp ed esponente di Liberi e uguali, “le audizioni in commissione banche confermano un conflitto di interessi chiaro ed evidente” che “non può essere più nascosto”. Bisogna quindi trarre “le conseguenze politiche” visto che le “ricostruzioni di De Bertoli erano vere”.

“Aveva scritto il falso”, invece, secondo il presidente del Pd Matteo Orfini, visto che Ghizzoni “ha raccontato che la valutazione di un eventuale acquisto di Etruria da parte di Unicredit era precedente al colloquio con la Boschi”. Per il tesoriere dem, Francesco Bonifazi, l’ex direttore del Corriere della Sera “oggi ha perso la causa” e chi accusava Boschi “ha perso la faccia”. Orfini spiega che come Visco e Vegas, anche l’ex ad di Unicredit ha confermato che “non vi fu alcuna pressione” quindi “possiamo passare oltre e lasciare le strumentalizzazioni a chi non ha idee e progetti da presentare al Paese”. Di parole “molto chiare” di Ghizzoni parla Ernesto Carbone per il quale la ricostruzione di De Bortoli è “inesatta” e il caso Boschi-Etruria è un “altro complotto” che “si scioglie come neve al sole”.

Il capogruppo di Forza Italia e componente della commissione Banche, Renato Brunetta, ricostruisce: “La mail di Carrai a Ghizzoni si apre con ‘ciao Federico’, e quindi presuppone un rapporto di conoscenza, un rapporto amicale: era una comunicazione sostanziale e non formale – spiega – E poi continua ‘su Etruria mi è stato chiesto’. Beh, se uno ritiene di non esplicitare vuol dire che sia il mittente che l’interlocutore sanno già da chi ‘è stato chiesto’. Se non fosse così sarebbe una scorrettezza“. Una lettura diametralmente opposta arriva anche da Giorgia Meloni. Per la presidente di Fratelli d’Italia quelle rese in commissione Banche dall’ex numero uno di Unicredit sono “dichiarazioni gravissime” che confermano “un maldestro interessamento del Giglio magico per le sorti di Banca Etruria”. Un “quadro opaco – continua – che mette una pietra tombale sulla credibilità politica di Renzi e della Boschi”.

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