I colloqui tra la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi ed il vicedirettore generale della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Ma probabilmente anche i giorni della mozione del Pd che puntava alla sua testa. La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche è pronta ad ascoltare Ignazio Visco. Il governatore di Bankitalia è atteso per le ore 10. E tra le prime domande che i commissari guidati da Pierferdinando Casini ci saranno gli argomenti del colloquio tra la sottosegretaria e Panetta, svelato ieri dal Corriere della Sera.

Appare prevedibile, però, che dovrà essere la stessa Boschi a spiegare il motivo per cui si rivolse a Panetta, tenendo conto che la questione relativa alle banche non era di sua competenza e che suo padre è ancora sotto inchiesta per il dissesto dell’istituto aretino. A neutralizzare la rivelazione del quotidiano di via Solferino ci ha pensato ieri la stessa ex ministra che – intervistata dal Messaggero – alla domanda se avesse parlato con Panetta di Etruria, risponde: “Sì certo. Come ho parlato con Panetta più volte delle crisi di altre banche. Da Mps alle popolari venete, sia nel mio precedente ruolo che in quello attuale con il governo Gentiloni. Non so dirle con quanti altri ministri Panetta abbia parlato oltre a me, sicuramente con Renzi e con Padoan, forse con altri. Con me è sempre stato molto istituzionale. Ovviamente anche con lui, nessuna pressione ma solo il necessario scambio di informazioni“.

La sottosegretaria alla presidenza del Consiglio afferma poi che “se interessa” può fornire “un elenco dettagliato di tutto il mondo bancario che ho incontrato in quattro anni al governo, da Mustier a Miccichè, da Costamagna ai responsabili delle Banche di credito cooperativo”. “Non ho capito però – si chiede – se la Commissione di inchiesta vuole discutere degli scandali bancari di questi anni o della mia agenda”. Adesso la commissione potrebbe infatti decidere di sentire la stessa Boschi, prima, e Matteo Renzi. Al momento le due audizioni non sono in calendario. Ma Casini potrebbe decidere di convocare l’ufficio di presidenza subito dopo l’audizione di Visco.

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