Hanno coperto un anno in più rispetto al loro mandato, sono già certi di restare in sella fino alla primavera 2018. Adesso i 60 delegati del Cocer, il sindacato ‘giallo’ dei militari, sono pronti a restare in carica fino al 2019. Grazie a un emendamento alla manovra presentato da Elio Vito, deputato di Forza Italia e componente della commissione Difesa, il regime di proroga delle rappresentanze militari – come vengono definiti i ‘sindacalisti’ delle forze armate – potrebbe essere esteso al 15 luglio 2019. A stabilire se sarà così oppure no, dovrà essere la commissione Bilancio nel corso della maratona che licenzierà la manovra prima del voto alla Camera. In caso di mancate elezioni, secondo il M5s, ci si troverebbe di fronte a una “sospensione della democrazia nelle caserme italiane” che rafforzerebbe “la convinzione che gli attuali rappresentanti pensino unicamente alla propria condizione di privilegio“.

Si tratterebbe infatti del terzo prolungamento: la scadenza del loro ruolo era prevista nel 2016. I delegati dei 350mila militari appartenenti ad Aeronautica, Marina, Esercito, carabinieri e finanzieri erano stati eletti nel 2012 e avevano davanti un mandato di 4 anni, come previsto dalla legge del 1978 che ha istituito le rappresentanze militari.

Lo scorso anno si sarebbero dovute svolgere le nuove elezioni. Ma era arrivata una prima proroga, poi seguita da una seconda nel 2017 che ha esteso il mandato all’estate 2018. “Hanno già fatto mezzo mandato elettivo in più rispetto a quanto previsto – attacca il maresciallo Salvatore Rullo, presidente dell’Assodipro – Con l’emendamento alla legge di Bilancio arriverebbero a 7 anni di rappresentanza“. A luglio, il governo – rispondendo a un’interrogazione presentata dall’onorevole Emanuela Corda del M5s – aveva messo nero su bianco che “non era in alcun modo intenzionato” a prorogare ulteriormente il mandato.

Adesso proprio sono deputati pentastellati in commissione Difesa ad attaccare l’iniziativa di Vito parlando di “sospensione della democrazia”: “Siamo di fronte di nuovo al vergognoso tentativo di prorogare di un ulteriore anno il mandato  delle rappresentanze militari – scrivono – Si tratterebbe del  terzo anno consecutivo che proprio ai militari si impedisce di votare il rinnovo dei loro delegati. L’emendamento di Elio Vito alla legge di Bilancio infatti arriva in un inglorioso gioco di sponda con il Pd che per non sporcarsi le mani manda avanti Forza Italia”.

“Con l’imminente scioglimento delle Camere questa volta non regge neanche il pretesto – dimostratosi un falso – che la proroga  sia necessaria in quanto  imminente  l’approvazione del disegno di legge di riforma della rappresentanza militare. Il testo giace infatti, per responsabilità esclusiva della maggioranza, ancora nel comitato ristretto della Commissione Difesa della Camera – concludono i deputati – Ci pare una cosa enorme questa sospensione della democrazia nelle caserme italiane che rafforza la convinzione diffusa che gli attuali rappresentanti eletti nel lontano 2012 pensino, più che a difendere i diritti e i legittimi interessi collettivi dei militari, unicamente alla propria condizione di privilegio”.