Le ditte sono in ritardo, l’opposizione incalza Palazzo Vecchio, i commercianti e gli abitanti di due quartieri alla periferia di Firenze, divisi dal fiume Arno, sono sul piede di guerra e con loro ora anche il sindaco Dario Nardella. Senza il ponte-passerella, in quella zona a nord del capoluogo toscano, si contano danni economici di non poco conto e un sensibile aumento del traffico. Eppure nonostante manchi poco a rendere agibile l’opera, i cantieri sono fermi da più di un mese. E domenica pomeriggio, pur essendo presenti le transenne e un vigile urbano, molte persone hanno attraversato la passerella che collega il quartiere delle Cascine e quello dell’Isolotto provocando l’intervento dei carabinieri perché l’opera non è né asfaltata né collaudata. (foto in basso)

Negli scorsi giorni Nardella, famoso per la sua mitezza, ha fatto la voce grossa con la ditta incaricata della costruzione della storico ponte. Lo scorso 11 dicembre è stato perentorio: se non si finiscono i lavori entro 15 giorni, ha intimato, “il Comune concluderà il rapporto” per “poi riaffidare i lavori”. Anche nella migliore delle ipotesi, insomma, il taglio del nastro sarà nel 2018. Eppure, assicuravano dal Comune, tutto sarebbe stato pronto entro la fine dello scorso ottobre.

L’intera opera costa al Comune oltre 611mila euro ed è stata affidata il 29 marzo scorso, dopo un bando di gara, alle ditte Pozzolini Srl di Empoli, già affidataria dei lavori della circonvallazione Sud della città, e Maeg Srl di Treviso. La prima ha poi subappaltato il montaggio e saldature delle strutture metalliche alla Bridge Srl di Roma. I lavori iniziano a luglio, il 19 settembre la vecchia passerella viene fatta inabissare con un’implosione. La manovra, considerata all’avanguardia, viene celebrata con foto, taglio del nastro e pubblico numeroso.

Il 9 ottobre le maxi gru da Livorno e Genova posano la nuova campata e l’assessore ai Lavori Pubblici Stefano Giorgetti annuncia la riapertura per la fine del mese. Fino al 2 novembre tutto fila secondo l’ultima tabella di marcia, ma arrivati a quella data ci si accorge che non è il caso di cantare vittoria. I cantieri sono praticamente fermi. Manca solo l’ impermeabilizzazione e l’asfaltatura, ci vorrebbero pochi giorni eppure senza queste due ultime operazioni non se ne fa di niente, la passerella non può essere attraversata. Così lo stop diventa un caso, il Comune esterna solo ora la sua delusione, le ditte tacciono.

Ilfattoquotidiano.it ha cercato chiarimenti, ma le imprese non sono rintracciabili telefonicamente. Pozzolini Srl fornisce numeri di telefono non attivi ma dà la possibilità di mettersi in contatto componendo un numero a valore aggiunto a 0,49 centesimi al minuto da cellulare. La segreteria della ditta Maeg Spa ha comunicato che non è autorizzata a rispondere alla domanda sul tipo di produzione. La Bridge diffonde indirizzo e numero di dipendenti, ma nessun contatto telefonico.

Commenta la vicenda Francesco Torselli, capogruppo Fratelli d’Italia in Consiglio comunale: “Restiamo basiti dall’assoluta inadeguatezza dell’amministrazione comunale fiorentina nel gestire la questione della passerella dell’Isolotto – dice – Non è possibile che, di fronte alla più importante opera pubblica della città dopo le due linee tramviarie, sindaco e assessore sparino ogni settimana una data diversa per la conclusione dei lavori”.

Torselli spiega di aver presentato tre interrogazioni, ottenendo come risposta “che la passerella sarebbe stata inaugurata entro la fine di ottobre, entro i primi giorni di dicembre ed infine entro il 14 dicembre”. Annuncia quindi di aver già depositato una nuova interrogazione per la prossima seduta: “Cosa mi risponderanno stavolta? Che l’inaugurazione avverrà prima di Pasqua? – ironizza – Inutile che Nardella faccia la voce grossa e lanci ultimatum alle ditte attraverso la stampa: venga in aula e spieghi quali sono le reali motivazioni di questi inaccettabili ritardi“.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Vittorio Emanuele III, salma rientra in Italia tra le polemiche. Anpi: “Solennità e volo di Stato urtano le coscienze”

prev
Articolo Successivo

Musulmani d’Italia, se la moschea della Roma multietnica diventa “trasparente”. “10mila nel quartiere, questo è il mio Paese”

next