L’ex ministro e senatore di Forza Italia, Altero Matteoli, è morto in un incidente stradale sull’Aurelia. Aveva 77 anni. Nello scontro, avvenuto tra Capalbio e Orbetello, all’altezza dello svincolo per Ansedonia, sono rimaste coinvolte la sua Bmw e una Nissan Qashqai.

L’incidente – Il parlamentare, dopo essere stato estratto dalle lamiere dell’autovettura in cui viaggiava, è stato rianimato sul posto ma è deceduto poco dopo. Oltre a Matteoli, nello scontro sono stati coinvolti una donna, elitrasportata a Siena in gravi condizioni, e un uomo, meno grave, diretto all’ospedale di Grosseto. La strada è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia.

Ministro per tre volte – Matteoli era stato ministro dell’Ambiente sia nel primo governo Berlusconi che dal 2001 al 2006, per poi diventare titolare dei Trasporti dal 2008 al 2011, Era anche stato sindaco di Orbetello per cinque anni. Nel corso di questa legislatura aveva presieduto la Commissione Lavori pubblici.

Le origini – Nato a Cecina, in provincia di Livorno, nel settembre 1940, Matteoli era diplomato in ragioneria ed era stato dirigente d’azienda prima di dedicarsi alla politica. Scala le gerarchie interne del Msi a partire dalla ‘rossa’ Toscana, ricoprendo le cariche di segretario regionale. Sarà quindi consigliere comunale di Castelnuovo di Garfagnana, nel Lucchese, e di Livorno.

A capo di Ambiente e Trasporti – L’attuale esponente di Forza Italia era stato deputato del Movimento Sociale Italiano dal 1983 al 1994, quando aderì ad Alleanza Nazionale. Nominato ministro dell’Ambiente nel Governo Berlusconi I, ricoprì lo stesso incarico dal 2001 al 2006. Nella legislatura successiva è stato il capogruppo di An a Palazzo Madama. È stato protagonista anche dell’ultimo governo del centrodestra, durante il quale venne nominato ministro dei Trasporti, ruolo ricoperto fino al 2011. Entrato in Forza Italia nel 2013, era diventato anche membro del Comitato di presidenza. Era tra i maggiori sostenitori dell’autostrada Tirrenica, opera pubblica molto discussa in Toscana.

Il cordoglio di Gentiloni – Il presidente della commissione Bilancio, Francesco Boccia, ha interrotto l’esame della manovra per annunciare la morte del senatore e far osservatore un minuto di silenzio. Sospesa per qualche minuto anche la commissione Banche: il presidente Pier Ferdinando Casini annunciato il decesso di Matteoli, definito “un amico grande di tutti noi”. Cordoglio è stato espresso anche dal presidente del Senato, Piero Grasso, e dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che ha ricordato la passione politica, la coerenza del suo percorso e il profondo senso delle istituzioni. “Un avversario che conosceva il senso e la dignità delle Istituzioni”, è stato il commento del segretario del Pd Matteo Renzi.

Berlusconi: “Perdo amico saggio” – “Con questa tragedia io perdo un amico e un consigliere saggio e sincero”, dice Silvio Berlusconi. La morte di Matteoli significa, dice il leader di Forza Italia, la perdita per il partito e “l’intera vita pubblica del nostro Paese” di “un uomo politico autorevole, equilibrato, coerente con la sua storia e con il voto dei suoi elettori, capace di attraversare stagioni politiche diverse con la stessa lungimiranza e lucidità di visione”.

Fini: “Ha fatto la storia della destra” – Ha ricordato Matteoli anche Gianfranco Fini: “Se ne va un uomo che ha fatto tanto per la destra italiana, nelle sezioni Msi negli anni Settanta, come negli incarichi governativi della destra di governo – dice – Ciò che recentemente ci ha divisi è nulla rispetto ai 35 anni di battaglie comuni, di gioie e di dolori. Caro Altero, anche se non sopportavi la retorica, mancherai davvero a tutti coloro che ti hanno conosciuto”.

Condanna per il Mose. “Non sono corrotto” – Nel 2014 Matteoli figurava nella lista dei cento indagati dalla procura di Venezia per l’inchiesta sul Mose ed il 14 settembre 2017 era stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione per corruzione e alla confisca di 9,5 milioni di euro. “Non sono un corrotto, mai ho ricevuto denaro nè favorito alcuno. Non comprendo quindi questa sentenza verso la quale i miei avvocati ricorreranno in appello”, aveva commentato dopo la decisione dei giudici.