Una petizione su change.org da parte del “Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole” richiede appunto la gratuità dei diversi metodi contraccettivi quali i dispositivi intra-uterini, le spirali, le pillole di seconda generazione, l’anello vaginale e il cerotto. Inoltre, la richiesta si allarga ai preservativi maschili e femminili, almeno per i minori e per partner di persone HIV positive.

In un periodo dove le infezioni sessualmente trasmissibili purtroppo non danno cenni di netta diminuzione e dove le gravidanze indesiderate sono ancora alte, soprattutto nelle fasce di popolazione in maggiori difficoltà economiche, questo sarebbe una vera boccata di ossigeno.

Sappiamo anche che tra i motivi dello scarso utilizzo della contraccezione e dei metodi di prevenzione come il profilattico, il costo è solo uno dei problemi accanto ai molti altri ostacoli più o meno consapevoli e reali che poniamo tra noi e la nostra salute sessuale. Eliminare il costo porterebbe dei benefici immediati nella comunicazione sulla sessualità, ci sarebbe una eco mediatica di questa notizia che già da solo renderebbe merito dell’iniziativa. Inoltre, si farebbe riferimento esplicito ad uno dei diritti sessuali che recita: “Ogni individuo ha il diritto di decidere se avere figli […] Per esercitare questo diritto è necessario avere l’accesso alle condizioni che influenzano e determinano la salute e il benessere, inclusi i servizi di salute sessuale e riproduttiva connessi con gravidanza, contraccezione, fertilità aborto e adozione”. Si fornirebbe in questo modo uno strumento utile e in alcuni casi necessario, per una sessualità consapevole e sicura.

Purtroppo sappiamo quanto le politiche sanitarie siano spesso veicolate da interessi e motivazioni altre rispetto alla salute dei cittadini e come in Italia sia difficile affrontare serenamente e con competenza ogni discorso legato ai comportamenti sessuali. Anche in quelle oasi sanitarie dedicate, per esempio, alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili si possono trovare persone (sanitari o parasanitari) non pronte ad accogliere la domanda di informazione, orientamento e sostegno che viene posta. A volte basta una parola fuori posto, un atteggiamento sbrigativo per compromettere la relazione e demotivare ad un test o ad una applicazione di regole per il sesso sicuro.

Con piacere accolgo questa petizione e ancora di più il fatto che venga da un gruppo perlopiù di ginecologi: sappiamo quanto questa figura professionale possa fare nella diffusione di una buona politica di contraccezione, scegliendo insieme alla paziente la modalità più idonea al suo stile di vita e alla sua età, e aiutarla a decidere anche in base al suo stile di relazione. Spero quindi che questa iniziativa porti a mobilitare l’attenzione su questo tema e ad arrivare ad una decisione proficua per la promozione della salute sessuale.

Qui la petizione: https://www.change.org/p/contraccezione-gratuita-e-consapevole

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