“Coia? Non è escluso si sia messo d’accordo con i Tredicine”. Dopo un primo colloquio telefonico con Virginia Raggi, Adriano Meloni si scusa con Andrea Coia e (per ora) resta al suo posto. L’assessore però resta in bilico. Restano un gigantesco caso politico – e non solo – le dichiarazioni rilasciate al quotidiano romano Il Messaggero da parte dell’assessore capitolino al Commercio e Turismo. Anche perché il destinatario delle accuse – come i suoi colleghi dell’Assemblea Capitolina – non l’ha presa benissimo. Tutt’altro. Nell’intervista, il delegato della sindaca ha palesemente accusato di incompetenza il presidente della Commissione Commercio (“è quello che ha fatto più danni alla Giunta Raggi”) alludendo perfino a possibili accordi fuori sacco fatti dal consigliere M5S – definito per l’occasione “Coidicine” – con la nota famiglia di ambulanti romani che tornerà quest’anno a gestire buona parte dei banchi della tradizionale Festa della Befana a Piazza Navona. “Ha anche avuto il coraggio di proporre che il Comune paghi gli oneri di sicurezza per loro, nel bando è chiaro che sono a carico degli operatori”.

LA SFURIATA DI RAGGI A MELONI – Contattato telefonicamente da Virginia Raggi – Meloni è in missione a Firenze – l’assessore si sarebbe giustificato affermando di non aver voluto rilasciare quelle dichiarazioni – l’intervista è avvenuta attraverso whatsapp, come riportato dalla giornalista nell’articolo – ma solo di essersi sfogato in camera caritatis, senza evidentemente specificarlo alla cronista. Un bel guaio sul fronte comunicativo, visto che lo stesso Meloni, il giorno dopo la pubblicazione dei risultati del bando, su Facebook aveva difeso il provvedimento negli stessi termini utilizzati da Virginia Raggi durante le successive ospitate in televisione. Coia, personaggio di carisma e piuttosto influente nel gruppo consiliare pentastellato, è apparso molto arrabbiato e si è recato più volte in Campidoglio nel tentativo di capire come muoversi, se uscire o meno con un post sui social che finora non c’è stato.

LE SCUSE DELL’ASSESSORE – In serata, è arrivato un post con le scuse di Meloni ad Andrea Coia. “Mi scuso con il presidente della commissione Commercio in Campidoglio – ha scritto su facebook – per alcuni spezzoni di una chat privata riportati dalla stampa: si tratta di parole sicuramente fuori luogo. Abbiamo lavorato insieme per la riuscita della manifestazione e continueremo a farlo”. E ancora: “Non c’è alcun legame tra il M5s e la famiglia Tredicine, meno che mai in merito all’organizzazione della Festa della Befana: chi scrive il contrario afferma il falso”, tralasciando il fatto che ad affermarlo sia stato lui stesso, seppure in una “chat privata”. Il post poi continua: “Grazie a noi, chi intende partecipare alla gara per esporre e vendere in piazza Navona deve sottostare a criteri ben più rigidi rispetto al passato: abbiamo limitato fortemente l’incidenza dell’anzianità e, pertanto, favorito ricambio e rinnovamento degli operatori”.

IL PRECEDENTE DI BERDINI – C’è da dire che Meloni era dato già in bilico da tempo proprio per un certo disallineamento rispetto alla squadra di governo cittadino. Dalla sua parte, tuttavia, la fiducia e l’apprezzamento del presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, e una certa vicinanza da parte delle associazioni di categoria (Federalberghi in testa) che vedono in lui un interlocutore “insostituibile”. Non solo. Meloni di fatto è stato un parafulmine durante il caos mediatico e politico seguito alla nomina di Renato Marra alla Direzione Turismo, costata alla sindaca un’indagine con l’accusa di falso. Il dirigente infatti era finito tra i dipartimenti che fanno capo al suo assessorato e il manager ha rivendicato parte della paternità della nomina. Tra l’altro, questa vicenda ricorda da vicino quella accaduta a Paolo Berdini, che si sfogò con un cronista de La Stampa arrivando ad ipotizzare una liaison fra Virginia Raggi e il suo ex capo segreteria Salvatore Romeo: registrato, l’ex delegato all’Urbanistica fu costretto prima a scusarsi per poi essere scaricato dopo qualche settimana.

FESTA DELLA BEFANA A RISCHIO – In tutto questo, la Festa della Befana a Piazza Navona potrebbe essere addirittura a rischio. Meloni, nella sua intervista al Messaggero, rivendica di aver addebitato i costi della sicurezza – i mercatini di Natale sono stati dichiarati obiettivo sensibile dal Ministero dell’Interno – agli espositori, nonché quelli della realizzazione di un tradizionale presepe storico. Nonostante l’assenso di Confesercenti, una parte della lobby che si è aggiudicata il bando non sarebbe disponibile a sborsare questi soldi, come dimostra il ricorso al Tar presentato da Mario Tredicine, utilizzato anche dall’amministrazione capitolina come dimostrazione di non essersi allineata ai desiderata della famiglia di ambulanti.

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