Manovre per tentare l’impossibile a Palazzo Madama: far approvare la legge sul Biotestamento. Quando mancano ormai poche settimane alla fine della legislatura e prima del voto che rinnoverà il Parlamento, la maggioranza si trova con due provvedimenti molto delicati sul tavolo, quello che regola il fine vita e il ddl Ius soli che riforma le modalità di acquisizione della cittadinanza. Secondo le indiscrezioni riportate dall’agenzia Adnkronos, la maggioranza, in Conferenza dei capigruppo, potrebbe puntare sul provvedimento, al momento, meno divisivo e ‘dirompente’ per l’opinione pubblica, come il biotestamento che andrà davanti all’assemblea senza relatore. Intanto, mentre i grillini spingono sul ddl sul fine vita, dall’altra fanno discutere le parole del leader del Carroccio Matteo Salvini: “Più che del fine vita io mi preoccupo della vita. A me piacerebbe che questo Parlamento si occupasse degli italiani che stanno vivendo. Quindi più che di una buona morte, su cui ragioneremo, di una buona vita. Che a milioni di italiani purtroppo non è garantita in questo momento”. Dichiarazioni a cui hanno risposto indignati gli avversari politici: “Serve ai vivi, si può fare in 24 ore”, ha scritto su Twitter Alessandro Di Battista. E poi il Pd con Debora Serracchiani: “Salvini rispetti i malati”.

La questione riguarda innanzitutto i numeri. In pochi scommettono sulla possibilità che la maggioranza riesca davvero a centrare sia fine vita che Ius soli. Una ragione è essenzialmente numerica: il biotestamento, per quanto delicato come tema, è anche una questione di coscienza, e mentre non è escluso che persino per i senatori centristi di Ap alla fine sarà quella la scelta in Aula, con l’appoggio del M5s il provvedimento avrebbe già una sponda fondamentale nell’opposizione. E con i voti del Pd e della sinistra potrebbe farcela a diventare legge. Discorso più complesso per lo Ius soli. Il ddl sulla cittadinanza è di quelli a forte richiamo elettorale, il centrodestra è sulle barricate da mesi e politicamente, ma anche in Aula, è molto meno trasversale. Non solo Ap non è disposta a fare sconti, ma anche i Cinque Stelle contestano il provvedimento, rinviando a una scelta che andrebbe fatta a livello europeo.

Oggi sono stati i Cinquestelle a dichiarare di essere pronti a votare la legge sul biotestamento. A dirlo sono stati numerosi parlamentari del M5s, a partire da Roberto Fico. “Adesso su #biotestamento passiamo dalle parole ai fatti – ha twittato – Approviamo il provvedimento il prima possibile. Il MoVimento 5 Stelle c’è, lo abbiamo dimostrato già alla Camera. Questa è una legge di civiltà che il nostro Paese aspetta da troppo tempo”. Il pressing dei parlamentari M5s è partito già in mattinata perché la conferenza dei capigruppo del Senato avrebbe dovuto decidere il calendario delle prossime settimane. Ma la discussione sulla legge di Bilancio, che in commissione va a rilento, ha fatto slittare tutto di un’altra settimana. La legge sul biotestamento è ferma a Palazzo Madama da primavera: doveva essere discussa a luglio, poi è stata rinviata a settembre, infine si è arrivati quasi alla fine della legislatura. Il fatto nuovo delle ultime settimane, tra l’altro, è l’intervento di Papa Francesco che ha detto che “può essere moralmente lecito rinunciare o sospendere le cure”. Ma anche quel giorno il Pd non prese una decisione netta, con la sola Rosy Bindi che accolse quelle parole.

“I partiti si riuniscono per parlare del futuro del Paese e dei cittadini – commenta Filomena Gallo, dell’associazione Luca Coscioni – ma quando parliamo di leggi che riguardano la vita delle persone i rinvii non mancano. Se anche in questa legislatura non avremo una legge sul testamento biologico, sappiamo che la volontà politica è quella di rinviare ulteriormente leggi che consentono alle persone di decidere sulla propria vita”. Nonostante la delusione per questo ulteriore rinvio, l’Associazione che da anni si batte per la legge, dimostra di avere fiducia che entro fine legislatura si arrivi a ottenere il risultato. Specialmente alla luce delle ultime dichiarazioni del segretario del Pd Matteo Renzi e dei Cinquestelle. “Siamo già in campagna elettorale – aggiunge Gallo – bisognerebbe tenere conto che il 70% degli italiani si sono espresse favorevolmente attraverso sondaggi per il testamento biologico. Questa è l’ultima occasione, il legislatore non sia timido e abbia finalmente coraggio”.

Al sit-in ha preso parte anche Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Coscioni: “Non possiamo aspettare oltre, i cittadini voglio questa legge, tutti hanno il diritto di decidere sulla propria vita. Abbiamo paura di un nulla di fatto, ci sono trattative che dimostrano che la legge è diventata materia elettorale, ma i cittadini non possono essere materia di trattative”. L’ultimo appello, oltre a Marco Cappato (sotto processo per il caso di Fabo) e all’associazione Luca Coscioni che si battono per una legge simile da anni, è quello di Michele Gesualdi, allievo di don Lorenzo Milani, malato da alcuni anni di Sla, sostenuto da un comitato che su twitter ha lanciato l’hashtag #fatepresto.

Il M5s insiste: “C’è una legge importante per il nostro Paese che è ferma da mesi al Senato – dichiara il capogruppo al Senato Giovanni Endrizzi – E’ un provvedimento di civiltà che il nostro Paese deve approvare il prima possibile per dare un segnale chiaro, non sarebbe accettabile rinviare tutto alla prossima legislatura. L’auspicio è che il Pd confermi coi fatti i buoni propositi a parole e che faccia sul serio”. Silvia Giordano, deputata che per i Cinquestelle ha seguito l’iter a Montecitorio, si raccomanda: “Il Pd non si perda dietro a titubanze o calcoli politici, perché occasioni come queste non capitano quasi mai. Siamo a un passo dal traguardo, facciamo un ultimo sforzo e diamo finalmente questa legge di civiltà al Paese”.

Dal Partito democratico, fondamentale per l’avvio della discussione in Aula al Senato, segnali zero. Solo Graziano Delrio ancora una volta sembra un passo avanti in quanto a parole chiare: “E’ chiaro – dice in un’intervista a Circo Massimo su Radio Capital – che bisogna lavorare con il parlamento e che bisogna correre. Se ci sarà bisogno di mettere la fiducia io credo che il presidente del Consiglio prenderà le decisioni giuste”. Ce ne sono da Forza Italia, con Renato Brunetta che conferma il no alla legge: “Il biotestamento resta un cattivo provvedimento, scritto male e sarebbe, di fatto, il preludio all’eutanasia per legge. Una cosa per noi inaccettabile”.