“Vorrei ringraziare il ministro Franceschini, perché per la prima volta la cultura ha smesso di essere la Cenerentola di questo Paese. E l’abbiamo fatto anche grazie a quello che è nato qui alla Leopolda“. Così il segretario del Pd, Matteo Renzi, rende tributo al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, nel corso della nuova edizione della Leopolda a Firenze. Il tema affrontato dai due politici verte sulle realizzazioni dei governi di centrosinistra in materia di cultura. Franceschini menziona i tagli imposti dal governo Berlusconi, citando una frase dell’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti (“con la cultura non si mangia”). E Renzi ironizza: “Una persona che dice in Italia che con la cultura non si mangia come minimo smette di fare politica. Cosa fa Tremonti? Ha fondato un partito con Sgarbi nel nome del Rinascimento. È semplicemente meraviglioso. Sarebbe come se Franceschini facesse un partito contro la Democrazia cristiana“. Polemica contro i detrattori dei bonus e stoccata anche al M5S: “L’Expo di Milano è quella cosa che Beppe Grillo non voleva fare. Diceva che non ci sarebbe andato nessuno. E invece ha rilanciato la città. Quell’Expo che, se ci fosse stato un sindaco M5S, sarebbe stato bloccato come le Olimpiadi. Quell’Expo che secondo il popolo del No al referendum sarebbe stato una ruberia“. Nel rosario dei successi snocciolati, Renzi incespica in un lapsus, quando viene mostrata la foto che immortala Renzi e Franceschini, il 28 gennaio 2016, in occasione del loro incontro a Palazzo Chigi coi premi Oscar italiani Bernardo Bertolucci, Giuseppe Tornatore, Roberto Benigni, Paolo Sorrentino: “Questo è un pranzo a Palazzo Chigi coi premi Nobel”. Poi si corregge

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