Un altro rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi. Questa volta a chiedere di processare l’anziano leader di Forza Italia è la procura di Torino , titolare di uno dei fascicoli stralcio dell’inchiesta ‘Ruby Ter‘. Il procedimento è uno dei filoni dell’inchiesta sul caso ‘Ruby’ e vede Berlusconi indagato per corruzione in atti giudiziari insieme a Roberta Bonasia, un’ex infermiera di Nichelino, in provincia di Torino, poi diventata modella e soubrette, coinvolta anche lei nello scandalo delle cene a luci rosse di Arcore. La decisione di ‘spacchettare’ il processo Ruby è stata presa il 29 aprile del 2016 dal giudice per l’udienza preliminare di Milano, Laura Marchiondelli, che aveva deciso di trasferire gli atti per competenza territoriale a sette diverse procure.

Secondo le indagini svolte originariamente dalla procura del capoluogo milanese, l’ex presidente del consiglio destinò somme di denaro alla Bonasia affinché la ragazza rendesse testimonianze non veritiere nei processi sulle cene di Arcore. Per la soubrette c’è infatti un’ipotesi d’accusa di false dichiarazioni. Dalle intercettazioni disposte dalla procura di Milano nel 2012, Roberta Bonasia veniva definita come possibile “compagna” dell’allora presidente del Consiglio, circostanza che è stata sempre smentita dagli interessati.

Già Miss Torino 2010 e finalista di Miss Italia, lavorava come infermiera nell’ospedale all’azienda sanitaria locale con il sogno di diventare ”diventare ballerina e show girl a 360 gradi”. Il suo nome venne fuori quando a parlare di lei in una telefonata, intercettata, furono Lele Mora ed Emilio Fede, entrambi all’epoca indagati in uno dei procedimenti. ”Roberta Bonasia ha preso possesso di tutto. Pretende tutto. Lui è preso…” dicevano. Secondo la procura di Milano per la ragazza Berlusconi avrebbe sborsato 80mila euro tra bonifici e assegni e un appartamentino nella Torre Velasca.