“Viaggerò in tutto il mondo cercando di diffondere la speranza che i venezuelani possano liberarsi da questo regime, da questa dittatura”. Così l’ex sindaco di Caracas Antonio Ledezma che è arrivato sabato a Madrid dopo essere fuggito dagli arresti domiciliari in Venezuela scappando in Colombia. Il suo volo è atterrato nell’aeroporto Barajas della capitale spagnola.

Ledezema – che era stato rimosso e arrestato nel 2015 con l’accusa di tramare contro il presidente Nicolas Maduro e dovrebbe incontrare il premier Mariano Rajoy – si è presentato avvolto in una bandiera del Venezuela.  Al suo arrivo a Madrid ha detto ai giornalisti spagnoli accorsi all’aeroporto che “i prigionieri politici non scappano, ma si liberano da soli” e che il Venezuela di Maduro “non è sull’orlo del precipizio, è caduto nel precipizio”, come si legge su El Pais online.

Ad aspettarlo allo scalo di Barajas, c’erano la moglie Mitzy Capriles e le loro due figlie Mitzy e Antonietta, quest’ultima incinta. Raccontando la sua fuga notturna attraverso il Venezuela per raggiungere la Colombia superando decine di posti di blocco, l’ex sindaco di Caracas ha spiegato che “in questo viaggio via strada fino alla frontiera con la Colombia ho visto donne e bambini che rovistavano nella spazzatura. E’ un crimine che ciò possa succedere in uno dei paesi più ricchi in petrolio del mondo”.

Ledezma (62 anni) era stato arrestato nel febbraio del 2015 e rinchiuso nel carcere militare di Ramo Verde – lo stesso dove fu imprigionato il leader antichavista Leopoldo Lopez – ma aveva ottenuto l’arresto domiciliare a causa di problemi di salute un anno dopo. Venerdì parlando con i cronisti a Cucuta, località colombiana sulla frontiera con il Venezuela, Ledezma ha detto che la sua fuga all’estero è stata “da film”, perché ha dovuto attraversare 29 blocchi stradali della Guardia Nazionale.

Interrogato sulla situazione politica nel suo paese, il dirigente antichavista ha detto che “è ora ormai che il presidente Nicolas Maduro si faccia da parte e permetta che si istalli un governo di transizione”. “Maduro non può continuare a tortura il popolo del Venezuela, facendolo morire di stenti. Mentre lui annuncia trionfante che ha pagato 72 miliardi di dollari solo di interessi sul debito estero, la gente sta morendo di fame”, ha sottolineato. Secondo le autorità colombiane l’ex sindaco di Caracas “è entrato nel territorio nazionale attraverso il ponte internazionale Simon Bolivar, e ha espletato le normali pratiche di migrazione”.