Per ottenere spazi pubblici, locali o sale del comune di Milano bisognerà sottoscrivere un documento sui valori antifascisti. È questo il contenuto di una mozione che lunedì verrà presentata in consiglio comunale a Milano con la quale si chiederà al sindaco Giuseppe Sala e alla sua giunta di impegnarsi per cambiare i regolamenti. La proposta è stata avanzata dai consiglieri di Insieme X Milano, David Gentili e Anita Pirovano. E la maggioranza, ma non solo, la voterà in maniera compatta.

Nella mozione – una simile è recentemente stata approvata a Torino – si legge che quanti hanno comportamenti “fascisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti” non possono avere in concessione per eventi e manifestazioni luoghi pubblici del Comune e delle sue partecipate. L’approvazione comporterebbe, ad esempio, il probabile stop alla commemorazione dello studente Sergio Ramelli, del consigliere provinciale Enrico Pedenovi e del gerarca Carlo Borsani che vede ogni anno centinaia di esponenti dell’estrema destra radunarsi – facendo saluti romani e chiamando il “presente” – nelle strade in cui il fiduciario del Fronte della gioventù fu aggredito nel marzo 1975 morendo dopo 43 giorni di agonia. Lo scorso anno, in quell’occasione, i neofascisti fecero anche un blitz al Campo X del cimitero Maggiore, dove sono seppelliti i repubblichini, dopo che era stato negato il raduno nel giorno della Liberazione.

A rischio – come segnala l’edizione milanese di Repubblica – c’è anche la concessione all’Associazione nazionale combattenti della Rsi dello spazio comunale che è stato adibito a sede o, come spiega Gentili su Facebook, il caso di ‘via Palmieri 1’, dove sarebbe stata aperta una sorta di sede di Forza Nuova grazie a un’associazione fittizia. “La sfida – sottolinea il consigliere comunale – è lanciata a Regione Lombardia. Per esempio via Palmieri 1. Si può interrompere il vergognoso spettacolo che vede protagonisti ogni 25 aprile quei fascisti che utilizzano gli spazi pubblici gestiti da Aler?”.