“Sei un mafioso, vengo lì e ti ammazzo”. Una coppia di Domodossola è stata tenuta sveglia per tutta la notte dopo che il numero di telefono dell’uomo è finito per sbaglio in una fiction televisiva, “Rosy Abate“, la storia di una donna mafiosa che abbandona Palermo per cercare di rifarsi una vita al Nord. Nella puntata, andata in onda in prima serata su Canale 5, un criminale passa alla protagonista un pizzino con sopra un numero di cellulare. Unico problema, il numero esiste veramente.

“Ci hanno tempestato di chiamate per tutta la notte – ha dichiarato la moglie dell’intestatario del numero in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa – All’inizio pensavamo fosse uno scherzo di amici, poi il telefono continuava a suonare e ho capito che si trattava di uno spiacevole episodio che ha preso una brutta piega”. Nelle telefonate, infatti, si alternano richieste di raccomandazioni per future serie tv a vere e proprie minacce di morte: “Abbiamo avuto paura – continua la donna, incinta di 8 mesi – Chissà mai che qualche squilibrato, scoprendo dal numero la nostra residenza, non pensi di presentarsi sotto casa”. E c’è chi, dalla Basilicata, ha pensato che a rispondere dall’altra parte del telefono c’era proprio la protagonista della serie: “Rosy Abate non fai paura a nessuno, vengo lì e ti ammazzo”.

L’uomo, un carpentiere, ha lasciato l’Italia per lavoro e rientrerà nei prossimi giorni dalla Svizzera. “Non appena tornerà sporgeremo denuncia alle forze dell’ordine”. Secondo il racconto della donna, è impossibile che una produzione televisiva non controlli se i numeri siano veri o meno. “La nostra privacy è stata violata. Mio marito è siciliano di origine ma noi con la mafia non c’entriamo nulla”.