Erano stati arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Ma adesso i giudici hanno annullato le ordinanze di custodia cautelare per i due giovani fermati lo scorso 27 ottobre  a Ravenna. Si tratta di un rumeno di 26 anni e di un italiano di origini senegalesi di 27: si sono sempre dichiarati innocenti, sostenendo che il rapporto fosse consenziente. Una linea tenuta anche dai loro legali durante l’udienza davanti ai tre giudici bolognesi, Rocco Crisculo, Alberto Albiani e Rossana Maria Oggioni. La giovane, secondo la difesa, dopo doccia e caffè, si era ripresa. Quindi, non era così ubriaca da subire un rapporto sessuale. Una linea che ha convinto la corte anche se le motivazioni del tribunale di Bologna non sono ancora state depositate.

Il fatto risale alla notte tra il 5 e il 6 ottobre, quando i due avevano conosciuto la ragazza, poco più che maggiorenne, in un bar della città romagnola. La giovane si era ubriacata ed era stata portata fuori a spalla dai due giovani che l’avevano portata in un appartamento. Dopo una doccia fredda, il ragazzo di 26 anni aveva avuto un rapporto sessuale mentre l’altro riprendeva la scena con un telefonino.

Le indagini erano partite da una segnalazione dell’ospedale dove la ragazza si era recata lo scorso 10 ottobre. Poi, tre giorni dopo, la denuncia: “Mi hanno filmata mentre venivo stuprata nella doccia“. La giovane non ricordava nulla della violenza, e aveva scoperto l’accaduto solo quando una sua amica, presente quella sera nell’appartamento, le aveva raccontato tutto.

La polizia aveva sequestrato il cellulare della giovane e trovato i video incriminati. Secondo l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari, la vittima era “talmente ubriaca che non stava in piedi”, mentre chi la stava violentando “a più riprese si voltava compiaciuto e sorridente” verso la telecamera. I due giovani, invece, hanno sempre sostenuto che il rapporto fosse consenziente.