Governo e sindacati restano distanti sui criteri per ottenere l’esonero dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2019. Ma durante l’incontro di giovedì l’esecutivo ha aperto alla possibilità di calcolare dal 2021 la speranza di vita come media del biennio, da confrontare con quella del biennio precedente. In questo modo si terrebbe conto dell’eventuale calo dell’aspettativa di vita in uno specifico anno, come quello che si è verificato nel 2015 . Il tavolo tecnico a palazzo Chigi tra l’esecutivo e Cgil, Cisl e Uil si riunirà per l’ultima volta lunedì mattina, 13 novembre, prima del nuovo round politico che nel pomeriggio vedrà a confronto il premier Paolo Gentiloni e i leader sindacali.

Se la proposta passasse, tra quattro anni l’aspettativa di vita potrebbe essere calcolata basandosi sulla media del biennio 2018-2019 confrontata con quella dei due anni precedenti. Anche nel caso di una diminuzione degli anni di vita attesi, però, al massimo l’età potrebbe fermarsi al livello previsto dal precedente aggiornamento. Mai diminuire. E solo dal biennio successivo. In più i sindacati contestano che la media biennale renderebbe scarsamente percepibili eventuali oscillazioni negative nelle speranze di vita: meglio sarebbe calcolarla su 5 anni.

Si continua a trattare, dunque. Sul tavolo resta l’ipotesi di esonerare dall’aumento a 67 anni dell’età pensionabile 15 categorie: oltre alle undici già individuate con l’Ape social ci sarebbero anche i siderurgici, gli agricoli, i marittimi e i pescatori. I sindacati hanno poi voluto chiesto di rivedere i requisiti dell’Ape sociale per il 2018, visto che quest’anno le domande di Ape sociale accolte sono state pochissime. Obiettivo delle sigle sindacali è migliorare i criteri per un accesso “serio”, pena l’effetto “scatola vuota” di un provvedimento di per sé positivo.

Il governo si è detto “aperto ad ascoltare” le proposte dei sindacati e a “verificarle” in vista dell’appuntamento di lunedì. Al tavolo di questa mattina hanno partecipato Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, e i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati hanno avanzato proposte per arrivare a una conclusione positiva della trattativa e siglare un’intesa. Argomenti all’ordine del giorno: il fondo di integrazione salariale per le imprese con meno di 5 dipendenti (una parte del tavolo sugli ammortizzatori sociali non ancora concluso), il meccanismo di innalzamento automatico dell’età pensionabile e i trattamenti fiscali della previdenza complementare da armonizzare tra pubblico e privato.