Un leader neonazista che afferma di ammirare Hitler e che esprime solidarietà a un membro di una famiglia di origini sinti che ha appena picchiato un giornalista che faceva domande. Succede anche questo nella “Suburra” romana, dove fiction e realtà sembrano mescolarsi nella cronaca di questa malavita all’amatriciana che comunica goffamente attraverso i social-network, assumendo a volte contorni tragicomici. Ma di comico c’è poco, sia per la vile e barbara aggressione subita da Davide Piervincenzi e da Edoardo Anselmi – rispettivamente inviato e film-maker della trasmissione Rai Nemo – nessuno escluso – ad opera di Roberto Spada, chiacchierato fratello minore del boss di Ostia, Carmine “Romoletto” Spada, sia per i tanti commenti in sostegno dell’insegnante di pugilato, alcuni piuttosto “illustri”, altri inneggianti all’odio nei confronti dei giornalisti.

L’EX LEADER DI MILITIA – Nel corso della giornata, il profilo Facebook di “Robertino” (aperto e accessibile a tutti) e’ stato letteralmente preso d’assalto dai commenti, la maggior parte di solidarietà all’aggressore. Uno di questi, arrivato intorno alle 19.00, portava la firma niente meno che di Maurizio Boccacci, leader del gruppo Militia. Semplicemente, “A te, la mia solidarietà!!!!”, scritto tutto maiuscolo e con tre ‘mi piace’ a supporto.

In questo caso non parliamo di un semplice esponente di estrema destra, ma di uno che nella sua (lunga) carriera politica di extraparlamentare – iniziati fra i banchi di scuola nella stessa classe del nar Valerio Fioravanti – è stato capace di organizzare manifestazioni in favore della liberazione di Erik Priebke, guidare assalti di nutriti gruppi di naziskin e di dichiarare: “Ammiro quello che Hitler ha fatto. Gli ebrei erano dei nemici che si opponevano ai suoi disegni”.

Un commento, quello di Boccacci – amico di un altro noto estremista, “er cecato” Massimo Carminati – in grado di far capire a che livello, nella Capitale, è la connessione fra gli ambienti neo-fascisti e quelli orbitanti intorno a famiglie sinti come Casamonica, Di Silvio e, appunto, Spada. Collegamenti emersi anche recentemente, come ormai noto con l’endorsement che lo stesso Spada ha dichiarato sui social al candidato di Casapound a Ostia.

“HAI FATTO BENE, GIORNALISTA TERRORISTA” – Ovviamente, colpisce la solidarietà dei ‘vip’, ma non fa eccezione quella portata dalla gente comune. Così, nelle prime ore del pomeriggio il profilo di Spada e’ stato preso d’assalto da amici e non, a commento di un post (poi rimosso) dove “Robertino” scriveva di “rispettare il lavoro di tutti” ma anche che “la pazienza ha un limite, ha spaventato i miei figli”. “Hai fatto bene, giornalista terrorista e Stato assassino”, scrive Irina Umberto, che poi rincara: “Mettono in mezzo tuo fratello Carmine me fanno schifo”. “I giornalisti sono proprio una brutta razza”, attacca Raffaello Marino. E poi altri commenti: “Hai fatto bene”, “So na banda de infami”, “La pazienza ha un limite”.

Manuele Gerace invece prova ad interpretare le reali intenzioni dell’aggressore: “Così gli passa la voglia di rompere i coglioni alla gente tutti i giorni”. La giornalista Monica Raucci ha provato ad intervenire in difesa del collega, ma e’ stata a sua volta pesantemente insultata. Non solo. C’e’ anche chi giustifica la testata al cronista Rai andando a commentare su altri siti, come “The Roman Post”, profilo satirico su Facebook che ha accomunato la ripresa dell’aggressione a una puntata di Suburra: anche qui non sono mancati commenti come quello di Sadion Prifti, secondo cui “ecco che succede quando non te fa li cazzi tua! Vedrai che la prossima volta quel giornalista terrorista se lo ricorda”.

L’ORGOGLIO ROM – Il legame fra le famiglie sinti e la criminalità nella Capitale da sempre crea problemi alle tantissime persone di etnia rom che vivono onestamente, non solo nei campi ma anche perfettamente integrate nella vita comune. Essere “zingari” in una città come Roma, purtroppo, è diventato sinonimo di appartenenza ad un mondo che parte dallo stereotipo classico e arriva alle ville di lusso finanziate con l’usura, il racket e l’estorsione. E’ doveroso, dunque registrare commenti coraggiosi come quelli di Alievski Musli, che sempre sotto il profilo di “Robertino” scrive: “Da rom, mi vergogno per quelli come te e di quello che rappresenti. Un intero popolo non può essere discriminato per colpa di gente come te”.