L’Udc non ne sapeva niente, il Movimento 5 Stelle ovviamente attacca. Per la commissione Antimafia, invece, è l’esempio che le leggi attuali non bastano a vigilare sulle candidature. L’arresto record di Cateno De Luca diventa un caso politico. E d’altra parte non poteva che essere così, visto che l’intera campagna elettorale siciliana è stata dominata soprattutto da un grande tema: quello dei candidati impresentabili. “Queste elezioni sono contaminate dagli impresentabili”, era stato il primo commento dello sconfitto Giancarlo Cancelleri, che si era rifiutato di chiamare Nello Musumeci per riconoscergli la vittoria. E adesso che il consigliere dell’Udc ci ha messo solo due giorni per finire agli arresti domiciliari, i pentastellati attaccano il presidente.

“Lo hanno eletto all’Assemblea siciliana neppure 48 ore fa: un record storico“, sorride lo stesso Cancelleri. “Oggi penso che molta gente in Sicilia si sia pentita di non aver votato. Abbiamo fatto il massimo, di più non si poteva fare”, commenta Alessandro Di Battista. Per il candidato premier Luigi Di Maio, invece, “alle prossime elezioni politiche corriamo il serio rischio che l’emergenza legalità che abbiamo denunciato in Sicilia diventi un’emergenza nazionale. Grazie ad una legge elettorale incostituzionale che favorisce le ammucchiate, il centrodestra di Berlusconi, Salvini e Meloni avrà gioco facile nell’imbarcare nuovamente una schiera di impresentabili e farli eleggere in Parlamento: non si sono fatti scrupoli in Sicilia, non se ne faranno a livello nazionale”. Attacca frontalmente Musumeci, Danilo Toninelli.  “Mi fa schifo questa cosa. Mi fa schifo Musumeci che ha detto che non sa chi abbia messo gli impresentabili nelle sue liste. Una cosa inaccettabile. Mi fa schifo il fatto che non sia stato possibile far sapere attraverso la commissione antimafia il nome degli impresentabili. Musumeci si dovrebbe vergognare quando si guarda allo specchio. Lo sapeva perfettamente che ha preso i voti degli impresentabili. L’Udc è l’unione dei carcerati. Gli ha portato 130.000 voti. Senza questi voti sporchi avrebbe vinto il Movimento Cinque Stelle e la rivoluzione in Sicilia e qui in Italia sarebbe partita già da oggi”, attacca invece il deputato Danilo Toninelli.

Il diretto interessato, cioè Musumeci, allarga le braccia.”I provvedimento della magistratura, alla quale rinnovo fiducia e apprezzamento, si rispettano e non si commentano. La legge vigente mette le Istituzioni al riparo da casi come quello odierno e la sua applicazione sarà garanzia di legalità“, dice il neogovernatore. “Se nella fase di composizione delle liste qualcuno non ha seguito i miei reiterati inviti alla prudenza – ha aggiunto – tutte le scelte che dipenderanno da me, invece, saranno improntate a questo criterio, nel rispetto delle mie convinzioni e in coerenza con la mia storia personale, a cominciare dalla formazione della giunta”.

L’arresto di De Luca, però, non è un fatto minore. E infatti ha provocato la replica anche di Rosy Bindi, presidente della commissione antimafia che sta ancora passando in rassegna i nomi dei candidati alle regionali, nonostante si sia votato il 5 novembre. “L’esito della mostra inchiesta sarà reso noto non appena completato. Il nome di De Luca era un nome non solo segnalatoci dal candidato Cancelleri, ma anche dalla prefettura e dalla procura competente. È l’ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l’elettorato attivo e passivo nel nostro Paese sono insufficienti”, è l’allarme lanciato dalla presidente di Palazzo San Macuto. “È evidente che chi è candidabile ma non eleggibile comunque droga il risultato delle elezioni, perché il consenso raccolto, anche nel caso in cui la persona di fatto ineleggibile non venisse eletta, interviene ad alterare il risultato. Il legislatore deve intervenire”.

Commenta l’arresto del neodeputato anche l’Udc, cioè il partito che lo ha messo in lista. “Abbiamo fiducia nella magistratura che siamo certi porterà all’accertamento della verità e siamo convinti che De Luca sarà in grado di chiarire i fatti e di dimostrare la sua innocenza”, fa sapere in una nota il partito di Lorenzo Cesa. Che poi sottolinea: “Abbiamo chiesto a tutti i candidati il certificato del casellario giudiziario e quello dei carichi pendenti a tutela dei cittadini e della Onorabilità del Partito. L’Udc ha avuto la massima diligenza nella formazione delle liste elettorali a tutela del partito e dei cittadini-elettori”. Evidentemente non è bastato.

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