Un anno fa, quando Donald Trump trionfò alle elezioni presidenziali, molti pensarono che il nuovo presidente avrebbe dovuto adattarsi alle regole di Washington; che avrebbe adeguato la retorica spesso esplosiva usata in campagna elettorale alle esigenze della politica, della mediazione e del negoziato. Non è stato così. Trump ha cambiato Washington più di quanto Washington abbia cambiato Trump. In questo tono nuovo – che piaccia o no – risiede probabilmente il risultato più significativo di un anno di presidenza. Un anno per il resto segnato da diverse sconfitte legislative, da molte mancate promesse ma anche da una decisa svolta in senso conservatore e populistico della politica americana. E, in questo, Trump ha sicuramente rispettato le aspettative.

SANITA’ – FALLITI 3 TENTATIVI DI ABOLIRE L’OBAMACARE
E’ il settore su cui Trump e i suoi avevano più puntato; quello simbolicamente più importante, perché avrebbe dovuto condurre alla cancellazione della riforma sanitaria di Barack Obama. E’ però il settore in cui la sconfitta è stata più cocente. Per tre volte Trump ha cercato di far passare una sua riforma (che avrebbe tagliato l’assistenza sanitaria a 32 milioni di americani e indebolito le garanzie per le persone con preesistenti condizioni sanitarie). Per tre volte il tentativo è fallito, grazie anche all’opposizione di alcuni senatori repubblicani – da John McCain, forse il nemico più acerrimo di Trump in questi mesi, alle senatrici Susan Collins e Lisa Murkowki.

L’esito della battaglia sulla sanità ha condotto a una rottura durissima tra Casa Bianca e Congresso repubblicano, con scambi di accuse incrociate tra Trump e Mitch McConnell, e costretto il presidente a un deciso cambio di rotta. D’ora in poi la strategia sarà quella di minare dall’interno l’Affordable Care Act, l’Obamacare, per esempio ritardando i rimborsi federali per le coperture assicurative delle fasce a reddito più basso. E’ diminuito intanto il numero degli americani che godono di una qualsiasi forma di assistenza sanitaria. Sono cinque milioni in meno, rispetto a fine 2016. Scaduti anche i tempi per il rinnovo del Chip (Children Health Insurance Program), che assicurava l’assistenza a quasi nove milioni di bambini con famiglie sotto il livello di povertà. E per l’anno prossimo, si prospetta un aumento del 20% dei premi assicurativi.