Battibecco torrenziale a Otto e Mezzo (La7) tra il deputato di Forza Italia, Renato Brunetta, e il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, definito dal suo interlocutore ripetutamente “portafortuna di Berlusconi”. “Se Travaglio rappresenta gli antiberlusconiani, sono felice, perché lui porta bene”, esordisce Brunetta. “Beh, insomma” – replica Travaglio – “Alle ultime elezioni avete perso 6 milioni e mezzo di voti“. “Abbiamo vinto il referendum con lei” – ribatte il capogruppo di Fi – “Io considero Travaglio un portafortuna per il centrodestra e per Berlusconi”. “Io però faccio un altro mestiere” – puntualizza il direttore del Fatto – “Non sono mai stato candidato. Se l’antiberlusconismo è segnalare tutte le ragioni per cui Berlusconi non dovrebbe fare politica, certamente Il Fatto Quotidiano, che è un giornale e non un partito, sarà puntuale all’appuntamento e continuerà a ripetere ossessivamente queste cose. Non è perché sono state accettate dal centrosinistra sono diventate buone. Sono sempre un pericolo per la democrazia”. E aggiunge: “Allo stato attuale, pochi potranno permettersi di fare gli antiberlusconiani. Certamente chi ha fatto gli ultimi 4 governi (Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) o direttamente con Berlusconi o con pezzi del suo partito non potrà più nominare l’antiberlusconismo, perché ovviamente la gente gli sputerà in faccia, rinfacciandogli tutti i compromessi fatti negli ultimi anni. Tra le ragioni della longevità politica di Berlusconi, c’è anche la cialtroneria e la totale incapacità del centrosinistra. Senza un centrosinistra di incapaci e di imbecilli, come quella che abbiamo visto in questi 25 anni, Berlusconi sarebbe già morto e sepolto politicamente. Avrebbero fatto una legge seria sul conflitto di interessi e avrebbero chiuso subito la partita“. Bruneta replica, sfoderando il suo mantra: “Io sono felice che Travaglio dica queste cose, perché porta fortuna. Il fatto che Travaglio sia deliziosamente prevedibile porta fortuna a Berlusconi“. “Veramente questa è la differenza che c’è tra un giornalista e un politico”, ribatte Travaglio. Il clou della bagarre si raggiunge quando Travaglio menziona i rapporti tra Berlusconi e la mafia. “Non sono provati” – controbatte Brunetta – “Di questi fatti di oltre 20 anni fa parla praticamente solo il giornale di Travaglio, a dimostrazione che lui porta fortuna. Tutti gli altri giornali hanno ridicolizzato questa giustizia a orologeria”. “No, è la dimostrazione di com’è ridotta la stampa italiana“, ribatte il giornalista. “Vai avanti così, Travaglio” – ribadisce Brunetta – “ci porti fortuna”. “Io faccio il giornalista, non il politico” – replica il direttore del Fatto – “Non posso smettere di dire la verità. Lei parla di me come se fossi un candidato alle elezioni. Se c’è una indagine per strage su Trump, secondo lei, i giornali americani non lo scrivono?