“Il trattato di libero scambio non è una buona idea e gli Stati Uniti continuano a non ricevere un equo trattamento negli scambi commerciali con la Cina”. Continua così la visita di Donald Trump in Asia, un tour che lo porterà in Corea del Sud, Cina, Vietnam e Filippine. Il presidente americano è stato ricevuto dal primo ministro giapponese Shinzo Abe e ha incontrato l’imperatore Akihito. L’incontro con il premier nipponico è servito a ribadire la ferma decisione da parte di Trump di abolire il trattato transpacifico (Tpp), l’accordo firmato nel 2016 da Barack Obama con l’obiettivo di promuovere gli scambi e gli investimenti tra i paesi membri. “Le relazioni con Tokyo sono le migliori che abbiamo mai avuto – ha proseguito il presidente – ma vogliamo un commercio libero e reciproco, e attualmente quello che abbiamo non lo è. L’accordo sarà fatto di fretta e in modo molto amichevole”. Trump ha portato come esempio il mercato delle auto: “Il Giappone vende milioni di automobili negli Stati Uniti, mentre non ci sono virtualmente auto che vanno dagli Usa al Giappone“.

Inevitabile parlare della Corea del Nord, con i rapporti tra le due superpotenze sempre tesi a causa dei continui e reciproci attacchi, l’ultimo proprio durante l’incontro con i vertici giapponesi: “L’era della pazienza strategica è finita. Pyongyang continuerà con i suoi test nucleari illegali e con i suoi intollerabili lanci di missili diretti sul territorio giapponese, cosa che costituisce una grave minaccia per la pace e la stabilità regionale e globale. Non lo permetteremo”. Parole più distese nei confronti dei nordcoreani, “grandi persone sotto un regime repressivo”. L’augurio, per Trump, è che Kim Jong-Un finisca per “pagare il prezzo che gli spetta”.

I rapporti tra Usa e Giappone ne escono rafforzati a sentire le parole dei due leader: “Gli Stati Uniti rimarranno al fianco del Giappone per fronteggiare qualsiasi minaccia della Corea del Nord” dice Trump. “Non vogliamo il conflitto, ma se costretti saremo obbligati ad abbattere i missili nordcoreani” ha risposto Abe. Il presidente americano è intervenuto anche sui diciassette giapponesi rapiti tra il 1977 e il 1983. “Sarebbe un segnale straordinario se Kim liberasse i prigionieri”. Il rapimento è stato ammesso nel 2002 dall’allora leader Kim Jong-Li, padre dell’attuale leader. I diciassette nipponici vennero sequestrati per insegnare la lingua e la cultura giapponese agli agenti segreti nord-coreani.

Trump, accompagnato dalla moglie Melania, ha anche incontrato l’imperatore del Giappone Akihito e la moglie. Nel salutarlo ha evitato di inchinarsi e si è limitato a stringergli la mano, nonostante la tradizione giapponese imponga che nessun ospite debba cercare contatti fisici con i dignitari reali.