Non si fa così e lo dico a prescindere dal fatto che il confronto si sarebbe tenuto su La7. Se tu lanci il guanto di sfida a un avversario e quell’avversario raccoglie quel guanto, poi non puoi ritirarlo oppure ti prendi le tue responsabilità“. Così a L’Aria che Tira (La7) il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, commenta il no di Luigi Di Maio al previsto faccia a faccia televisivo con il leader del Pd, Matteo Renzi, a Dimartedì. “Resterà sempre da immaginare come sarebbe stato questo scontro” – continua – “Non è elegante questa mossa di Di Maio, sia se il calcolo è che adesso Renzi è più debole, e quindi a un avversario più debole non devi neanche voltare le spalle, sia se Renzi è diventato più impegnativo o se è diventano meno conveniente fare il dibattito. Poi stiamo parlando di politica e tv, due cose che, come avrebbe detto Shakespeare, sono fatte della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Quindi, è una cosa che durerà una o due settimane, poi si parlerà d’altro”. Mentana si pronuncia anche sulle dichiarazioni del portavoce del presidente del Senato, Pietro Grasso, a seguito dell’attacco del renziano Davide Faraone (“Dal Pd scuse patetiche”): “Grasso è stato tirato in ballo in maniera insensata. Sono assolutamente convinto che, anche se fosse stato Grasso alla guida di una gioiosa macchina da guerra del centrosinistra in Sicilia, non avrebbe trovato spazio per vincere. Peraltro, non è che il Pd renziano abbia suonato il violino per 5 anni a Grasso, quindi parlare di ‘mancanza di coraggio’ è un eccesso. È evidente che ieri sera Faraone abbia eseguito un ordine di scuderia, non è che improvvisamente gli sia girata storta”