L’ha annunciato otto volte, poi quando manca poco prima che sia troppo tardi ha deciso di farlo: Emilia De Biasi, relatrice dem al provvedimento sul Biotestamento, ha scelto di dimettersi dal suo ruolo per permettere al provvedimento di andare in Aula saltando la discussione degli emendamenti e quindi l’ostruzionismo di Lega Nord, Area popolare e Forza Italia. Un gesto da tempo atteso e che ora fa aprire uno spiraglio per il provvedimento condannato, salvo colpi di scena, a non vedere la luce in questa legislatura. “Ora il testo sia calendarizzato al Senato”, è l’appello dell’associazione Coscioni, ma anche di M5s e Sinistra italiana. La decisione in tal senso spetta però alla Conferenza dei capigruppo, nelle cui mani è ora il testo di legge. Proprio oggi tra l’altro, il plurimputato Denis Verdini, durante le dichiarazioni di voto al Senato, ha detto di essere pronto, insieme ai suoi di Ala, a votare la legge sul biotestamento.

“Non ci sono le condizioni per continuare il lavoro in commissione Sanità”, ha detto De Biasi che è anche presidente della commissione Sanità. “Le mie dimissioni da relatrice ribadiscono ulteriormente l’importanza di approvare la legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, legge rilevante e attesa”. Il testo è fermo in commissione da oltre cinque mesi e dopo che alla Camera ad aprile aveva avuto il primo via libera. In commissione al Senato sono state richieste più di 80 audizioni, tre volte il numero di quelle di Montecitorio, la maggior parte da Alternativa Popolare e Forza Italia. Dopodiché Lega, FI e centristi hanno presentato 3.500 emendamenti al testo. Poi è subentrata la pausa estiva. Una corsa a ostacoli che ha portato De Biasi ad annunciare le proprie dimissioni da relatrice per otto volte, prima di ufficializzarle davvero oggi.

Il presidente dell’associazione Coscioni e leader dei Radicali, Marco Cappato, che più volte aveva invocato le dimissioni della relatrice del ddl, oggi ha ribadito che ci sono tutti i tempi necessari per far approvare il ddl: “Se ci fosse la volontà politica del Partito democratico, i tempi tecnici e i voti per approvare biotestamento e interruzione delle terapie ci sono – ha dichiarato in una nota firmata insieme a Filomena Gallo dell’associazione Coscioni – È necessario smetterla con la melina di queste settimane ed evitare di inventarsi sempre nuove priorità. Ci appelliamo al presidente del Senato Pietro Grasso affinché si possa votare subito il testo già approvato a larghissima maggioranza alla Camera”. Cappato e Gallo hanno ricordato inoltre i due appelli firmati rispettivamente dai cinque senatori a vita e da decine di sindaci per spronare il Senato ad approvare la legge. “Non c’entra il governo, né l’opposizione, ma la convinzione dei singoli parlamentari. Se invece prevarrà, come è stato finora, il rapporto Renzi-Alfano e le logiche di coalizione per le elezioni siciliane e nazionali, allora ogni pretesto procedurale diventerà buono per far aspettare i diritti dei malati per qualche anno ancora”.

La richiesta di inserire subito il provvedimento nell’agenda di Palazzo Madama è arrivata anche da Movimento 5 Stelle, Mdp-Articolo 1 e Sinistra Italiana. “Finora la legge è rimasta bloccata in commissione a causa della debolezza del Pd che si è fatto tenere in ostaggio dall’ostruzionismo della Lega e dei micro partiti che tengono in piedi i fragili equilibri di questa maggioranza – hanno commentato i parlamentari M5S delle commissioni Sanità di Camera e Senato – Ma ora non ci sono più scuse: il biotestamento deve approdare in Aula ed essere approvato subito. Il Paese aspetta questa legge di civiltà da troppo tempo”. È sulla stessa linea la capogruppo dei demoprogressisti in Senato, Maria Cecilia Guerra: “Dopo la decisione della presidente Emilia De Biasi di dimettersi da relatrice, chiederò alla conferenza dei capigruppo l’immediata calendarizzazione in Aula del testamento biologico”. Dimissioni che Sinistra Italiana ha definito “un atto di coraggio”. “Certo, è un po’ singolare che queste dimissioni avvengano subito dopo la fiducia alla legge elettorale e con un mese di blocco per le attività della legge di Bilancio”,  concludono la capogruppo di Si al Senato Loredana De Petris e la senatrice Alessia Petraglia.