È stato un corteo rumoroso e colorato quello che ha attraversato ieri il centro di Roma, da piazza della Repubblica a piazza Vittorio per dire che “migrare non è reato” e per dire no al decreto Orlando-Minniti. “La stampa e la politica preferiscono i predicatori d’odio. Noi oggi diamo voce ai rifugiati, ai lavoratori, a chi sta dalla parte dalla costituzione”, dice Filippo Miraglia, vicedirettore e responsabile immigrazione di Arci. “Il decreto è un brutto caso di razzismo: prevede cose non previste per nessun’altra categoria”. “In piazza oggi ci sono insieme i sindacati, tanti pezzi della Cgil, al Fiom, l’Flc, i sindacati di base, i Cobas”, dice Francesca Fornario, “dove i migranti fanno delle lotte feroci per difendere i loro diritti”. Diritti “che sono anche i nostri, come quello a un salario decente come previsto dalla Costituzione“. “Una volta si diceva no al razzismo senza se e senza ma”, aggiunge il vignettista Vauro. “Oggi la politica sposa tutti i se e tutti i ma, da cui passa la malattia del razzismo