Tutti i Paesi dell’Unione europea introducano sistemi di reddito minimo garantito. E’ quanto chiede il Parlamento Ue in una risoluzione non legislativa che ha ricevuto il primo via libera dalla commissione Occupazione e affari sociali con 36 voti a favore, 7 contrari e quattro astensioni. Il testo dovrà ora affrontare il voto della plenaria, in programma alla fine di ottobre.

Il reddito minimo garantito è una forma di sostegno alle persone in difficoltà economica, da non confondere con il concetto di salario minimo e di reddito di base, ovvero il reddito di cittadinanza universale disposto a prescindere dalla condizione economica del singolo. La maggior parte dei Paesi Ue, sottolinea il Parlamento Ue, hanno già sistemi di reddito minimo garantito, (in Italia c’è il Sostegno all’inclusione attiva, che sarà ora sostituito dal Reddito di inclusione) ma per gli eurodeputati questi non sempre garantiscono un sostegno adeguato per chi ne ha bisogno. La commissione parlamentare ha invitato quindi tutti gli Stati membri a introdurre un reddito minimo garantito o se necessario a migliorare i sistemi esistenti.

A rilanciare il documento sono stati gli esponenti del Movimento 5 stelle in Europa. “Il rapporto”, hanno scritto oggi sul blog di Beppe Grillo, “contiene punti fondamentali che azzererebbero immediatamente la povertà in Italia: l’uso del Fondo sociale europeo per cofinanziare il reddito di cittadinanza, la creazione di un Fondo ad hoc per quei Paesi che hanno tassi di povertà insostenibili, una direttiva vincolante per tutti gli Stati membri, l’indicazione di un importo per la determinazione di questo reddito: il 60% del reddito medio nazionale. L’esperienza europea è fondamentale per implementare con le dovute coperture economiche questo progetto. In tutti gli Stati europei, tranne in Italia e Grecia, esistono misure di contrasto alla povertà”. In realtà in Italia è stato da poco approvato il reddito di inclusione, proprio tra le polemiche dei 5 stelle che nel programma di governo invocano invece l’introduzione del reddito di cittadinanza.