Lo strascico, anche se con numeri ridotti rispetto a quanto ipotizzato negli scorsi mesi, è quello paventato: il licenziamento di decine di lavoratori. Nove mesi dopo l’annuncio del ridimensionamento della sede romana, Sky manda a casa chi non ha accettato quel percorso “innovativo” – la definizione è dei vertici del gruppo – per rimodulare la redazione di Sky Tg24 nella Capitale e trasferire gli altri dipendenti a Milano. Nel pomeriggio di lunedì, il network televisivo di Rupert Murdoch ha iniziato a consegnare le lettere di licenziamento a una parte dei 102 lavoratori – tutti amministrativi e tecnici – per i quali ad agosto era fallito il tavolo al ministero del Lavoro.

Nessuna delle parti in causa sa ancora fornire un numero preciso dei licenziati, ma secondo quanto apprende ilfattoquotidiano.it da fonti sindacali i dipendenti interessati sarebbero un’ottantina. Un dato che fonti aziendali riducono a 50-60 lavoratori. Dopo la mancata intesa, sfumata perché i lavoratori chiedevano la previsione di un’ulteriore verifica vincolante dopo la firma dell’accordo per tutelare le fasce più deboli come chi usufruisce della legge 104 per motivi familiari, l’azienda ha richiamato i sindacati. Ma questi hanno ritenuto non adeguato il percorso prospettato da Sky a seguito di una sentenza civile del tribunale di Roma.

“Smentiscono le loro stesse parole e si chiude così nel peggiore dei modi una pagina oscura di questa multinazionale televisiva”, afferma a ilfattoquotidiano.it il segretario nazionale della Uilcom, Pierpaolo Mischi. Stando alla ricostruzione dei sindacati, infatti, nelle scorse settimane i lavoratori oggetto della procedura di licenziamento hanno sostenuto dei colloqui individuali, durante i quali si erano detti disponibili al trasferimento a Milano, dove l’azienda aveva annunciato durante la trattativa di avere ancora un’ottantina di posizioni aperte. Nelle scorse ore, però, la sorpresa: Sky ha fatto sapere con una lettera di aver valutato negativamente i colloqui e quindi di dover licenziare. “Sono sconcertato. Le lavoratrici e i lavoratori avevano loro malgrado accettato anche la possibile ricollocazione su Milano, ma l’azienda ha di fatto considerato negativo l’esito dei colloqui anche per i lavoratori che svolgevano da anni tali mansioni – aggiunge Mischi – Una simile brutalità conferma un contenzioso che andrà oltre ogni aspettativa”.

Sky – che ad agosto aveva dichiarato di voler affrontare “con senso di responsabilità anche la fase successiva all’incomprensibile chiusura dei sindacati” – al momento non fornisce ufficialmente il numero delle lettere di licenziamento consegnate ai propri dipendenti, ma secondo fonti aziendali sentite da ilfattoquotidiano.it il numero oscilla tra i 50 e i 60: nell’ordine quindi del 10 per cento del totale dei lavoratori interessati dal ridimensionamento della sede di Roma. “Non ci saremmo aspettati un trattamento così drastico e irreversibile come il licenziamento collettivo nei confronti di persone che hanno contribuito per anni a far crescere l’azienda – conclude Mischi – Sky ha dimostrato scarsa affidabilità non solo con il sindacato, ma anche con i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo, oltre che alla Regione Lazio, ai quali era stata esplicitata la possibile ricollocazione interna su Milano o esterna anche su Roma per la quasi totalità dei lavoratori”.