“Io credo che i miei genitori così come tutti i partigiani non si ritroverebbero al giorno d’oggi perché purtroppo i valori che hanno espresso, che poi erano valori di pace, fratellanza e solidarietà, non ci sono nella maggior parte del popolo italiano”. È la riflessione fatta da Tiziana Pesce, figlia di Giovanni e Onorina Brambilla entrambi partigiani combattenti durante la lotta di liberazione dal nazifascismo. Venerdì 8 settembre il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha inaugurato una piazza dedicata a Giovanni Pesce, scomparso dieci anni fa. Nome di battaglia comandante Visione, a soli 18 anni si arruolò nelle Brigate Internazionali durante la Guerra civile spagnola del ’36. Tornato in Italia, dopo essere stato mandato al confino a Ventotene, combatté la Resistenza nei Gap. Dopo la liberazione fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare e passò tutta la vita a tramandare i valori della Resistenza alle nuove generazioni. All’inaugurazione della piazza centinaia di persone ma pochi giovani. “Io non so se mi riconosco nell’Italia di oggi – dice con le lacrime agli occhi un ex partigiano degli Alpini – bisogna vedere se l’Italia di oggi si riconosce in sé stessa”. Secondo molti cittadini venuti a omaggiare Pesce l’atteggiamento dell’opinione pubblica sui grandi problemi dell’attualità dimostrano che i valori della Resistenza non sono arrivati fino a noi: “Uno che a 18 anni è andato a combattere in Spagna per un popolo che non era il suo ma per i valori di solidarietà – afferma una ragazza – credo che oggi qua in Italia davanti al disinteresse per la situazione dei migranti gli si accapponerebbe la pelle”. “Mio padre sicuramente non sarebbe contento della situazione attuale – conclude la figlia Tiziana – ma credo anche che sia lui che mia madre fossero degli ottimisti, l’ottimismo della volontà di Gramsci. E quindi andavano avanti per la loro strada senza mai perdere la speranza”. di Franz Baraggino e Alessandro Sarcinelli

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