Marcia indietro dell’università Statale di Milano. L’ateno, per ora, non farà ricorso al Consiglio di Stato dopo che il Tar del Lazio ha stoppato l’introduzione del numero chiuso nelle facoltà umanistiche. In una nota l’università ha annunciato l’apertura delle immatricolazioni per tutti i corsi interessati dall’ordinanza del Tribunale.

“Da domani, 8 settembre, e fino al 16 ottobre“, via libera alle iscrizioni, senza test d’ingresso, ai corsi di laurea in Filosofia, Lettere, Scienze dei Beni culturali, Lingue, Storia, Scienze umane. Le facoltà bloccate nell’incertezza tra la decisione del Tar e il ricorso al Consiglio di Stato annunciato dal rettore Gianluca Vago. Prima di tutto c’è “il dovere istituzionale nel garantire il corretto avvio delle lezioni” spiega la nota dell’università. “Volendo porre fine al clima” di disorientamento, la Statale di Milano ha deciso di rinunciare al ricorso “rimandando al giudizio di merito la difesa delle proprie posizioni”, continua la comunicazione.

Il motivo è presto spiegato: non ci sono i tempi. L’università sottolinea che “la procedura di ricorso, data la complessità degli elementi in gioco e le implicazioni anche di rilievo nazionale, potrebbe richiedere infatti una tempistica non compatibile con la primaria esigenza del regolare inizio dell’anno accademico”. Non è ancora chiaro se la battaglia dei ricorsi sia solo rimandata. Intanto, “gli studenti interessati, compresi coloro precedentemente iscritti ai test di ingresso,- prosegue l’ateneo milanese – dovranno immatricolarsi ex novo e il contributo versato per la domanda di ammissione ai test sarà rimborsato“.

Per gli studenti, questa è “una vittoria su tutta la linea”. Adesso “ci aspettiamo che per senso di responsabilità verso tutta la comunità accademica il rettore Vago ritiri la delibera e faccia decadere i motivi del contendere – ha spiegato il coordinatore metropolitano Udu Milano, Carlo Dovico – rinunciando alla difesa e chiudendo qui questo triste capitolo”. Il numero chiuso secondo il sindacato degli studenti “va superato”, in tutte le facoltà.

Il 31 agosto il tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso presentato a fine luglio dall’Unione degli Studenti contro la decisione della Statale di fissare delle quote per le iscrizioni alle facoltà umanistiche. Al centro della delibera del Senato accademico sul numero chiuso vi era una questione “numerica”: di rapporto tra studenti e professori. L’Udu ha ricordato come “l’assenza di un numero sufficiente di docenti” non fosse un motivo valido per programmare l’ingresso alle facoltà umanistiche. Dopo che il Tar ha accolto il ricorso degli studenti, l’Università degli studi di Milano ad inizio settembre ha sospeso i test, salvo poi annunciare battaglia. Il rettore Gianluca Vago, tra i principali sostenitori del provvedimento, aveva così proclamato il ricorso al Consiglio di Stato.

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