Cosa c’è di più umano della capacità di sorridere? Ebbe da oggi sappiamo che anche l’intelligenza artificiale ha imparato a farlo compiendo un altro piccolo passo verso sembianze sempre più umane. Facebook – che da tempo studia e sperimenta in un campo che solo pochi anni fa sembrava fantascienza – ha sviluppato un bot espressivo, ovvero un’animazione basata su un software in grado di rispondere a conversazioni con esseri umani non solo sul piano verbale ma anche con adeguate espressioni facciali. Lo scorso 1 agosto, proprio durante un esperimento di Mr Zuckerberg – si era diffusa la notizia che due robot avevano cominciato a dialogare in una lingua sconosciuta: in realtà le reti neurali hanno abbiano modificato il linguaggio umano ai fini di un’interazione più efficiente.

Il nuovo risultato è stato ottenuto dal laboratorio del social network che si occupa di intelligenza artificiale. L’addestramento è avvenuto con ore di filmati di Skype e YouTube. Il bot realizzato, una sorta di avatar animato in grado di interagire automaticamente con le persone, modula le sue risposte grazie ad un software basato sull’intelligenza artificiale. Tale sistema, spiegano i ricercatori in uno studio appena pubblicato, ha imparato a riconoscere e ad imitare la comunicazione non verbale tra interlocutori umani, fatta non solo di parole ma anche di sorrisi, bronci, inarcamenti di sopracciglia, smorfie e quant’altro.

Grazie a questo bagaglio di informazioni il sistema basato su intelligenza artificiale ha superato i test quasi come un essere umano. Il software, ad esempio, è stato capace di guardare un video di una persona che parla e di scegliere in tempo reale le espressioni facciali di volta in volta più appropriate. Solo due giorni fa il patron di Tesla Elon Musk ha ammonito sulle implicazioni questa tecnologia, che a suo parere può scatenare la terza guerra mondiale.

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