Lo stupro? Peggio solo all’inizio, una volta si entra il pisello poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale”. Erano passati solo due giorni dal del duplice stupro di Rimini ad opera di un gruppo di quattro ragazzi nordafricani e Abid Jee, mediatore culturale 24enne di Crotone, si era espresso così su Facebook.

Dopo la sospensione, adesso la cooperativa cooperativa sociale bolognese Lai-Momo, impegnata nell’accoglienza dei migranti, ha deciso di licenziarlo come era stato richiesto a gran voce da più parti. “Abbiamo operato nel pieno rispetto della procedura prevista dalla legislazione sul lavoro, senza cedere alle sollecitazioni, spesso rivolte con un linguaggio offensivo e talvolta minaccioso, di chi ci invitava a ricorrere a modalità meno corrette e rigorose”, spiegano dalla cooperativa. “Dopo una settimana nell’occhio del ciclone, in cui siamo stati oggetto di attacchi pesanti, tutti noi dobbiamo ricominciare a lavorare nella normalità dell’impegno quotidiano”, ha aggiunto il presidente della cooperativa Andrea Marchesini Reggiani.

Jee studia giurisprudenza a Bologna, dove vive, e dal dicembre 2016 lavorava presso la coop Lai-Momo. Il post era rimasto online per pochi minuti, prima di essere rimosso, ma tanto è bastato per scatenare le polemiche, oltretutto nei giorni dei due stupri di Rimini, ai danni di una turista polacca e di una transessuale peruviana. A chiedere “seri provvedimenti” era stato anche l’assessore al Welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo.

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