Si sono messi in catene davanti allo stabilimento di Napoli i 177  operai di Atitech Manifacturing,  che dal 22 giugno sono stati messi in cassa integrazione a zero ore. Un presidio cominciato alle sette di questa mattina, giovedì 6 luglio. “Abbiamo garantito l’ingresso – dichiara Dario Castaldi sindacalista Fiom – ma la protesta è necessaria perché in questo stabilimento si sta consumando il fallimento del progetto del polo della manutenzione, di cui Gianni Lettieri è proprietario. Dal 27 luglio per tre mesi resteremo senza stipendio“. Nel 2015 l’allora ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi lo considerò il centro internazionale della manutenzione e punto di riferimento italiano. Stamattina i vertici di Atitech hanno chiesto la presenza delle forze dell’ordine. Gli operai lamentano il rispetto del mancato accordo contrattuale siglato il 27 maggio 2015 tra azienda e parti sociali in cui stabilirono il no alla cessione e alla cassa integrazione per cinque anni. I lavoratori chiedono di essere reintegrati. Alcuni di loro raccontano la loro storia.  Tra questi Mario, padre di tre figli tra cui un bimbo affetto da una grave patologia cardiaca. “Senza stipendio non potrò curare mio figlio”.

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Lavoratori esposti all’amianto, prepensionamenti bloccati da sette mesi perché manca una firma

next
Articolo Successivo

Catania, miracolo a Paternò: azienda riapre e assume i lavoratori licenziati

next