Il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, a Otto e Mezzo (La7) ripercorre punto per punto la ricostruzione dei fatti esposta da Marco Lillo, a proposito delle indagini a carico del pm di Napoli Henry John Woodcock e della sua compagna, la giornalista Federica Sciarelli, per rivelazione del segreto d’ufficio nell’inchiesta su Consip. Travaglio ribadisce: “C’è stato purtroppo un grosso equivoco e un gigantesco granchio“. E alla domanda della conduttrice Lilli Gruber che gli chiede quale sia stata la fonte del Fatto, il giornalista risponde: “Ci mancherebbe altro che lo diciamo”. “Vi ha dato direttamente Woodcock le carte segrete, allora?”, incalza Gruber. “Veramente non erano carte” – precisa Travaglio – “Il 21 dicembre 2016 abbiamo dato semplicemente la notizia che c’era l’inchiesta sulla Consip, notizia che peraltro aveva già ventilato il 6 novembre il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, La Verità, avendo fonti su Rignano sull’Arno, dove abita il padre di Renzi. E ai suoi amici aveva detto che era preoccupatissimo di una inchiesta che c’era a Napoli. Noi siamo andati avanti e abbiamo scoperto che riguardava la Consip”. E precisa: “Woodcock non ci ha mai rilasciato interviste, né ci ha mai dato una notizia. Ma non posso dirti chi è la fonte di Marco Lillo, perché non lo so e ogni cronista custodisce gelosamente le proprie fonti, anche a costo di andare in galera. E’ la nostra deontologia professionale

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