Dopo Nicki, è il turno di Ricky: dopo Vendola, il multimilionario Ricky Martin ha trionfalmente dichiarato a reti unificate che grazie all’utero in affitto potrà presto comprare… pardon, avere una bambina. Sì, perché il bello di queste pratiche eugenetiche sta anche in questo: puoi decidere il sesso dei nascituri, assemblarli secondo il tuo gusto. Non sono più bambini, ma merci on demand. Che il consumatore può programmare secondo il suo capriccio: il cliente, ce lo dicono a piè sospinto, ha sempre ragione.

I nuovi e gaudenti membri dell’upper class senza confini e senza coscienza infelice residua possono tutto: stanno abbattendo ogni limite e ogni autorità. Perché, infatti, la forma merce non conosce né limite né autorità: deve poter scorrere senza limitazioni fisiche, morali e religiose, con moto onnidirezionale, nello spazio globale del mercato unificato e completamente deregolamentato.

E guai a chi osi contrastare questo nuovo ordine mondiale, tutto a beneficio dei dominanti. Mentre le plebi variopinte (gli “sdentati” di cui disse con sovrano disprezzo Hollande) non hanno accesso ai beni basici e ai servizi più elementari, precarizzate come sono nel lavoro e negli stili di vita, la global class postmoderna, postborghese e ultracapitalista impone ovunque il suo dominio autocratico.

Le sinistre, anziché difendere plebi e sconfitti della mondializzazione, fanno lo stesso delle destre: tutelano unicamente il dominio dei dominanti. E promuovono l’utero in affitto come pratica emancipativa, demonizzando come premoderno e fascista chiunque osi contestarlo. L’opera di postmodernizzazione delle coscienze può dirsi giunta a compimento.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Marcia migranti Milano, “100mila al corteo”. Renzi è in città, ma non partecipa. Sala: “Chissà se mi farà i complimenti”

prev
Articolo Successivo

Egitto, ennesimo difensore dei diritti umani di fronte al giudice

next