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Emanuele Morganti, via i fucili ai suoi familiari “per il timore di una vendetta”

Il ritiro precauzionale delle armi da caccia, di cui riferisce Il Messaggero, è stato deciso dalle forze dell'ordine: ad Alatri la tensione rimane alta anche a più di una settimana dalla morte del giovane. Proseguono le indagini: si cerca l'arma del delitto
Emanuele Morganti, via i fucili ai suoi familiari “per il timore di una vendetta”
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Tolti tutti i fucili dalle mani di parenti e conoscenti di Emanuele Morganti. Il ritiro precauzionale delle armi da caccia, di cui riferisce Il Messaggero, è stato deciso dalle forze dell’ordine visto il clima teso che si continua a respirare ad Alatri. Anche a più di una settimana dal pestaggio avvenuto all’esterno del club ‘Mirò’, rimane alto il timore di una possibile vendetta contro quel branco che ha massacrato di botte il giovane 20enne fino a ucciderlo. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri: l’obiettivo è trovare l’oggetto con cui, secondo l’autopsia, è stato dato il colpo fatale alla testa.

Il provvedimento di ritiro delle armi è previsto dalla normativa italiana e misure di questo tipo vengo adottate di frequente, anche nel caso di banali liti tra vicini di casa. Figurarsi in una situazione come quella di Alatri, dove già nelle ore successivi ai fermi dei due presunti assassini, Paolo Palmisani e Mario Castagnacci, sono cominciate le ronde davanti alle abitazioni dei loro parenti. Poi c’è stato il caso delle minacce all’avvocato Giampiero Vellucci, legale di due dei quattro buttafuori indagati, e del suo collega Tony Ceccarelli, che proprio per il timore di ritorsioni ha deciso di rinunciare all’incarico di difendere Castagnacci.

I segnali di tensioni hanno perciò portato le forze dell’ordine a scegliere per il ritiro dei fucili da caccia dei familiari. Intanto da domenica c’è un ottavo indagato nell’inchiesta sull’omicidio. Si tratta di un uomo che era presente al momento dell’aggressione. La sua identificazione è avvenuta nelle ultime ore nel quadro degli accertamenti disposti dal procuratore di Frosinone Giuseppe De Falco. Per omicidio volontario aggravato dai futili motivi sono in carcere Castagnacci e Palmisani. Quattro buttafuori ed il padre di Castagnacci, invece, sono indagati per rissa. I carabinieri del Ris sono tornati sul luogo del delitto per passare al setaccio il club ‘Mirò’ e la piazza Regina Margherita nella speranza di trovare nuove tracce, compreso l’oggetto contundente usato per uccidere Emanuele Morganti.

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