C’è un ottavo indagato nell’inchiesta sull’omicidio di Emanuele Morganti, il ragazzo massacrato una settimana fa fuori da un locale di Alatri, in provincia di Frosinone. Si tratta di un uomo che era presente al momento dell’aggressione. La sua identificazione è avvenuta nelle ultime ore nel quadro degli accertamenti disposti dal procuratore di Frosinone Giuseppe De Falco. Per omicidio volontario aggravato dai futili motivi sono in carcere Mario Castagnacci e Paolo Palmisani. Quattro buttafuori ed il padre di Castagnacci, invece, sono indagati per rissa.

“Lunedì presenterò istanza al procuratore”, spiega l’avvocato, Marilena Colagiacomo, legale di Franco Castagnacci, che vuole essere ascoltato dai magistrati. L’uomo ha rilasciato un’intervista a Ciociaria Oggi nella quale non solo smentisce di aver partecipato al pestaggio di una settimana fa ma afferma anche di aver provato a difendere la vittima. “Mi sono accucciato e hanno colpito me altrimenti avrebbero colpito il viso di Emanuele – racconta -. Mi sono buttato nella mischia per cercare di salvare Emanuele. Questa cosa non è stata detta come non è stato detto che ho fermato Gianmarco (l’amico di Emanuele, ndr) per cercare di tranquillizzare tutti gli animi”. E infine difende il figlio, che davanti al procuratore di Frosinone ha detto di essere innocente. “Mio figlio Mario non ha infierito in niente – conclude -. Non ha dato nessun colpo finale“. “Questo evento drammatico – ha sottolineato la legale – ha innescato una comprensibile ondata di emozione popolare congiunta ad una forte attenzione mediatica. Questo connubio ha determinato l’impulso nel mio assistito di voler rappresentare, nell’intervista rilasciata prima che io assumessi l’incarico, la propria versione dei fatti in pubblico ancor prima di affrontare la sua difesa nelle sedi istituzionali competenti”.

Ieri, invece, nella chiesa di Santa Maria del Rosario di Tecchiena si sono svolti i funerali del giovane. La funzione è stata celebrata dal vescovo Lorenzo Loppa che ha parlato di “una ferocia disumana, barbara e spietata” che si è abbattuta contro Emanuele. “Tutti si staranno chiedendo – ha proseguito – dov’eri Signore quando Emanuele veniva pestato?