Aveva già blindato Luca Lotti, indagato sul caso Consip, così come ha avuto parole tutt’altro che forti sulla gaffe del ministro del Lavoro Poletti. Ora, Andrea Orlando, sfidante (insieme a Michele Emiliano) di Matteo Renzi al Congresso Pd, preferisce non rispondere nemmeno sul caso Madia, sotto accusa per aver copiato 4 mila parole nella tesi di dottorato. “Deve lasciare? Su questo non rispondo…”, ha tagliato corto il ministro della Giustizia. Come lui, anche Cesare Damiano (che sostiene lo stesso Orlando al Congresso Pd) ha difeso il ministro della Pubblica amministrazione: “Rimanga al suo posto, fa bene il suo lavoro…”

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