Roma militarizzata. La paura del terrorismo aleggia inquietante in vista di sabato 25 marzo, quando la Capitale ospiterà la celebrazione del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma, alla presenza oltre 120 fra capi di Stato e autorità politiche con relative delegazioni provenienti da tutto il mondo. In un clima che era già molto teso per la presenza nel corteo degli antagonisti di black-bloc e gruppi anarchici, dopo l’attentato di Londra l’apprensione è cresciuta ulteriormente. In mattinata il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato in Viminale i componenti del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.) – al quale hanno partecipato anche delegati di Scotland Yard – per capire quali fossero i reali timori per il difficile week-end che si appresta ad affrontare la Capitale. Il titolare del Dicastero ha così chiesto “di rafforzare ulteriormente i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone” e di “impegnare senza sosta tutte le forze di polizia e la rete dei servizi di intelligence sul fronte antiterrorismo, per individuare ogni fonte di possibile rischio e pericolo”. Un bel da fare per gli oltre 5.000 uomini voluti dal questore di Roma, Guido Marino, i quali dovranno anche pensare a fronteggiare le eventuali presenze bellicose nel corteo “Eurostop”, che nel pomeriggio sfilerà da Porta San Paolo fino alla Bocca della Verità.

RINFORZATI CONTROLLI ALLE METROPOLITANE – L’impressione è che il piano sicurezza – lo schieramento di forze è cresciuto nel frattempo di 2.000 unità rispetto alle 3.000 annunciate – fosse già corposo a prescindere dai fatti di Westminster, come ammesso dal vicequestore Lucia Muscari. Tuttavia, durante il Comitato per la Sicurezza tenutosi nel pomeriggio in Prefettura, si sarebbero limati alcuni dettagli. Uno di questi riguarda il rafforzamento della presenza di militari alle stazioni della metropolitana, che verranno presidiate da uomini armati sia ai tornelli che alle banchine. Sorveglianza rafforzata in particolare alle stazioni Termini, Tiburtina e Piramide, ad Anagnina, Ponte Mammolo, Eur Laurentina e Battistini, oltre che a quelle dell’area limitrofa al Vaticano, ovvero Lepanto, Ottaviano e Cipro. Presenza nutrita di militari anche alle stazioni ferroviarie di San Pietro e Ostiense. Fra i monumenti principali fuori dal tracciato dei 4 cortei e dei 2 sit-in previsti, verrà posta molta attenzione alla Basilica di San Giovanni, Piazza del Popolo e Auditorium Parco della Musica. “Il piano della sicurezza era molto ampio – ha spiegato Muscari – Come tutta Italia abbiamo già un piano antiterrorismo e abbiamo intensificato le misure di sicurezza. Londra attualizza e ci richiede uno sforzo maggiore”. Inoltre, misura delle ultime ore, tutte le “zone sensibili” saranno vietate all’ingresso di camion, tir e simili.

BONIFICHE INIZIATE DAL CAMPIDOGLIO – Nel frattempo sono già iniziate le bonifiche delle strade e degli edifici, sia nelle zone interessate dalla cerimonia e dai cortei sia nelle aree ritenute a rischio. Il primo stabile ad essere stato evacuato per effettuare i controlli è stato proprio il Campidoglio, da dove alle 15.30 i dipendenti hanno lasciato prima il posto di lavoro per lasciar lavorare gli uomini dell’intelligence. “La città è controllata fin da oggi non soltanto nella parte del sottosuolo ma anche dall’alto”, ha spiegato il vicequestore. Il riferimento è ai droni delle forze dell’ordine – gli unici autorizzati a volare in regime di No Fly Zone – che supportano le 100 telecamere aggiuntive al sistema di videosorveglianza già presente nella Capitale. L’acquisizione delle immagini permetterà all’intelligence di pianificare al meglio le operazioni.

OCCHI SULLA MOVIDA E LIMITAZIONI AI PEDONI – Dalla strage di Nizza del 14 luglio 2016 le modalità di attacco sembrano essere cambiate. Il modus operandi si è infatti ripetuto a Monaco di Baviera e poi a Londra. È per questo che si è scelto di iniziare i pattugliamenti serrati sin dalla serata di venerdì nei posti abituali della movida romana. I quartieri più attenzionati San Lorenzo, Pigneto, Monti e Ponte Milvio, oltre ovviamente a tutto il centro storico. Dalla mezzanotte, poi, il transito pedonale dell’area del Campidoglio (Blue Zone) sarà consentito solo agli aventi titolo previa verifica dei presupposti ed effettuazione di controlli di sicurezza. Stessa disposizione, ma a partire dalle 7.30, nell’area Quirinale (Green zone). Potranno in ogni caso accedere residenti, addetti ai lavori, dipendenti delle aziende e delle ditte che hanno sede all’interno di queste zone. Gli ospiti alloggiati in strutture alberghiere all’interno delle due zone potranno comunque uscire dalle stesse aree e farvi rientro.

ALLERTA NELLE ZONE DEGLI HOTEL – La notte fra venerdì e sabato sarà molto importante. Decine di tiratori scelti saranno presenti sopra gli edifici e autorizzati a sparare, ovviamente, in caso di necessità. Molti di loro saranno posizionati nei pressi degli hotel, distribuiti soprattutto all’interno della Green Zone, a vegliare sul sonno delle delegazioni che la mattina seguente dovranno partecipare alla celebrazione dei trattati. Per facilitare il lavoro delle forze dell’ordine, dalle 0.30 di sabato scatterà l’interdizione al traffico privato nella Blue Zone del Campidoglio; lo stop nella zona verde, invece, inizierà a partire dalle 7.30. Tutte le chiusure saranno fino a “cessate esigenze”. Vietata da venerdì sera la sosta dei veicoli (comprese le moto) nella zona del Campidoglio e lungo il percorso che effettuerà nel pomeriggio il corteo Eurostop.

IL CONTRIBUTO DEL COMUNE – Anche il Comune di Roma contribuirà, per quanto possibile, a garantire che l’evento di sabato si svolga in sicurezza. La Polizia Locale di Roma Capitale schiererà a supporto circa 1.000 agenti – molti di loro muniti di arma – che aiuteranno militari e poliziotti a gestire la viabilità e li supporteranno nei controlli. Inoltre è stata disposta la chiusura straordinaria per motivi di sicurezza del Teatro Argentina e del Teatro dell’Opera, oltre a concordare con il Mibact la serrata per i principali musei e delle aree archeologiche del centro: Foro Romano, Palatino, Fori Imperiali, Foro Traiano, Mercati di Traiano, Teatro Marcello, Colosseo, Domus Area, Domus Romanae, Musei Capitolini, Vittoriano e Scuderie del Quirinale. Chiuse le stazioni della metropolitana Colosseo, Barberini e Spagna. “Il piano sicurezza del Giubileo non è mai stato bloccato”, ha spiegato a Ilfattoquotidiano.it il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo – in questi giorni sindaco facente funzioni per l’assenza di Virginia Raggi – affermando anche che “l’amministrazione comunale è a completa disposizione per garantire la riuscita in sicurezza dell’evento”.

LA QUESTURA CHIEDE COLLABORAZIONE – Un piano già imponente dunque. Mentre il vicequestore Muscari, intervenuta su Rai 1, ieri ha chiesto anche la collaborazione dei cittadini: “Abbiamo chiesto ai romani e turisti di sopportare qualche controllo in questo weekend a Roma, importante alla luce di quanto richiesto. I controlli si estenderanno alle manifestazioni a cui sono previsti 25mila partecipanti. Ci sono dei segnali preoccupanti, quello che si può fare è conoscere bene il territorio per prevenire qualche insidia. Abbiamo intensificato i controlli ai caselli autostradali, sulle vie consolari, porti e aeroporti”. E ancora: “L’augurio che tutto si svolga pacificamente siamo i primi a farcelo anche perché è un giornata molto particolare e impegnativa. I controlli saranno serrati non solo nelle aree che ospitano il vertice ma anche per quanto riguarda le manifestazioni per evitare che chi viene per fare confusione possa rovinare la giornata”.

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