“Sì allo stadio della Roma, ma non con questo progetto“. La parziale bocciatura al quasi-via libera di Virginia Raggi agita l’elettorato grillino ma non solo. In un lungo post su Facebook torna alla carica Roberta Lombardi, indicata da sempre come l’arcinemica della sindaca, durissima nei giudizi su Marra e sulle nomine. E a stretto arriva la replica dal blog di Grillo: “Decidono la giunta e i consiglieri, i parlamentari pensino al loro lavoro”.

In 300 parole la Lombardi non cita neppure per sbaglio il nome della Raggi, ma il destinatario è lei. La Lombardi demolisce il progetto dalle fondamenta. “Un milione di metri cubi e uno stadio, un solo stadio. Grattacieli, business park, l’equivalente di oltre 200 palazzi in una zona disabitata da secoli. Sapete perché? Perché è a fortissimo rischio idrogeologico. Se non è questa una grande colata di cemento, allora cos’è?”. Due giorni fa al Raggi aveva dichiarato proprio il contrario: “non c’è alcun accordo”, perché “stiamo lavorando per capire se sia possibile trovare una via di mezzo”.

Il punto non è solo urbanistico, ma prima di tutto politico. E la Lombardi lo rivendica, sapendo che l’elettorato grillino sarebbe più che spaccato, confuso e forse deluso in caso si accenda il disco verde al progetto così com’è, anche limita del 20% delle cubature. “Sono sempre stata schietta e ho sempre fatto della coerenza un valore imprescindibile. Non solo in politica, ma nella vita. E anche questa volta lo dico senza mezzi termini: questo non è un progetto per la realizzazione di uno stadio, questo è un piano di speculazione immobiliare che una società statunitense vuole portare avanti ad ogni costo in deroga al nostro piano regolatore, nell’esclusivo interesse di fare profitto sulle nostre spalle. E noi non possiamo permetterlo. Per anni i costruttori a Roma hanno fatto così: compravano terreni e poi si accomodavano le destinazioni, rendendole edificabili, grazie alla compiacenza della politica. Ebbene, il M5S questo non può permetterlo”. 

L’affondo politico arriva ora. “Siamo arrivati al governo della Capitale garantendo che avremmo segnato un punto di discontinuità con il passato. Questo progetto, approvato dall’ex giunta Marino, non è realizzabile. Lo dico da romanista convinta, come sanno molti di voi, ma qui dobbiamo fare tutti uno sforzo in più e capire che si sta parlando della nostra città. Dove siamo cresciuti, dove continueremo a crescere e dove cresceremo i nostri figli. Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l’amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale”.

A stretto giro arriva la reazione di Grillo che già ieri sul blog aveva “zittito” il coordinatore del tavolo urbanistica del M5s Roma, Francesco Sanvitto, anche lui favorevole ad un annullamento della delibera comunale che sancisce il pubblico interesse per il progetto dello stadio.  “Per le questioni inerenti le amministrazioni guidate dal MoVimento 5 Stelle gli unici titolati a parlare, in nome e per conto del M5S, sono gli eletti. Chiunque altro si esprime solo a titolo personale e come tale devono essere prese le sue dichiarazioni”. Sanvitto aveva preannunciato per il 21 febbraio una lettera alla sindaca Virginia Raggi a nome del coordinamento romano per chiederle l’annullamento della delibera.

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