Confronto pepato a Otto e Mezzo (La7) tra il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, e il senatore dell’Udc Pierferdinando Casini sul referendum costituzionale del 4 dicembre. Casini stigmatizza l’eterogeneità del fronte del NO: “A favore del SI’ c’è una coalizione politica omogenea, che rappresenta quasi metà del Paese e che è imperniata su Renzi. L’allarme del Financial Times sulla vittoria eventuale del NO? Certamente l’immagine esterna dell’Italia, se vincesse il NO, sarebbe questa: i soliti italiani”. “E’ la classica storia dell’invasione delle cavallette se vince il NO” – replica Scanzi – “Si diceva la stessa cosa in caso di vittoria di Trump, ma da quando ha vinto quest’ultimo 7 volte su 8 Wall Street è salita. Eterogeneità dei sostenitori del NO? Nel 1985 sulla scala mobile il Pci votò insieme ai fascisti. Anche nel fronte del SI’ non vedo questa omogeneità, perché faccio fatica a trovare dei punti di contatto tra chi è di sinistra e gente come Marchionne e Alfano”. Il dibattito verte poi sulle dichiarazioni discutibili di Grillo e di De Luca e sul beneficiario della vittoria del NO. Per Casini è indubbiamente Grillo, per Scanzi è il popolo italiano, perché resterebbe una Costituzione migliore della versione modificata. Il giornalista poi osserva: “Non sono d’accordo con Casini quando invita a votare SI’, perché, qualora cadesse Renzi, verrebbe fuori il diluvio. E’ la stessa cosa che ho sentito con Monti, con Letta. L’umanità è sopravvissuta a traumi ben peggiori dell’eventuale caduta di Renzi. Siamo sopravvissuti alla morte di Jimi Hendrix, allo scioglimento dei Beatles e dei Pink Floyd. Voglio tranquillizzare Casini. Se cade Renzi, non si va nel baratro. Ci sarà un governo di scopo, fatto da Franceschini, Padoan e Delrio. Faranno la legge elettorale e si andrà al voto. Stia tranquillo, non succederà nulla”. “Ti ringrazio” – risponde Casini – “stanotte dormirò tranquillo. Grazie per la tua umanità

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