Ha staccato – e di tanto – i due avversari Nicolas Sarkozy e Alain Juppé alle primarie del centrodestra in Francia. E anche se il vincitore ci sarà dopo il ballottaggio, l’ex primo ministro François Fillon si è imposto come il grande favorito alla corsa all’Eliseo, con un programma che combina elementi liberali a livello economico e conservatori dal punto di vista etico.

Padre di cinque figli, con un progetto che viene definito ‘radicale’, ha dominato il primo turno con oltre il 44% dei voti, piazzandosi davanti a Juppé, finora favorito dai sondaggi, e all’ex presidente Sarkozy. E proprio quest’ultimo, dopo aver annunciato l’abbandono dell’attività politica, ha fatto sapere che al secondo turno voterà Fillon. Laureato in diritto, Fillon ha ammesso di essere arrivato alla politica per caso, come aiutante parlamentare del deputato Joël Le Theule nel 1976, e ha sempre sostenuto che questa sua iniziale mancanza di ambizione politica gli abbia consentito di sfruttare senza ansia ogni tappa della carriera.

Ministro dell’Educazione superiore (1993-1995) nel governo di Édouard Balladur, titolare del ministero delle Tecnologie dell’informazione (maggio-novembre 1995) e ministro delegato delle Telecomunicazioni (1995-1997) nel governo di Juppé, è stato anche a capo del dicastero degli Affari sociali (2002-2004) con Jean-Pierre Raffarin. Di nuovo ministro dell’Educazione nel 2004, quando nel 2007 arriva a capo del governo come primo ministro sotto la presidenza Sarkozy, ha già un’ampia esperienza. Guida per alcuni mesi anche il ministero dell’Ecologia, dopo le dimissioni di Nathalie Kosciusko-Morizet, sfidante a sua volta alle primarie della destra. Fillon è stato l’unico primo ministro a non cedere il posto nel corso di un mandato presidenziale, ricoprendo l’incarico da maggio 2007 a maggio 2012.

Una volta terminato il suo governo, viene coinvolto nella polemica elezione interna al partito Ump (Unione per un movimento popolare), poi divenuto I Repubblicani, nel corso della quale lui e l’altro candidato alle primarie Jean-François Copé, si accusano di frode. Nel 2007 arriva a dire di essere alla guida di “uno Stato in situazione di fallimento”. Della sua permanenza a Matignon, sede del governo, restano soprattutto il rigore di bilancio e la riforma delle pensioni, per cui alzo l’età minima da 60 a 62 anni.

Favorevole alla riduzione degli impieghi nel settore pubblico, ha annunciato in campagna elettorale un taglio di 500mila posti, compensato con un aumento del tempo di lavoro nel pubblico impiego. Inoltre, ha proposto di eliminare una delle misure più sostenute dalla sinistra francese, ossia le 35 ore di lavoro settimanali. Figlio di un notaio e di una storica, originario di Le Mans, nell’ovest del Paese, amante delle corse in auto, è sposato con la gallese Penelope Kathryn Clarke, con cui ha avuto cinque figli.

Ha sempre avuto come punti forti del programma la liberalizzazione dell’economia, la restaurazione dell’autorità statale e l’affermazione dei valori. Tra le altre cose vorrebbe riservare la possibilità di adottare bambini e la procreazione assistita alle coppie eterosessuali e proibire la maternità surrogata. Punta a ottenere un risparmio sulla spesa pubblica di 100 miliardi di euro in cinque anni e un aumento di 12 miliardi nel bilancio della Difesa e della sicurezza. Sicuro di sé, ma anche freddo e riservato nella vita personale, ha dichiarato: “Sono candidato alla presidenza, a nessun altro posto”. È stato il primo a candidarsi ufficialmente alle primarie e ha subito ottenuto l’appoggio dell’ex presidente conservatore Valéry Giscard d’Estaing.

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