Enzo non parlare, te possino…”. Il premier Matteo Renzi lo vede entrare in sala a comizio iniziato, forse strategicamente. Lo vede sgomitare per avvicinarsi e lo apostrofa dal palco: “Ecco il presidente De Luca. È in ritardo, importante però che non abbia fatto dichiarazioni”. De Luca ride, si alza dal posto accenna a un inchino in segno d’obbedienza. E’ la prima volta che i due sono a tiro, dopo le offese del governatore alla Bindi e il discorso ai 300 fedelissimi all’hotel Ramada di Napoli, rivelato dal fattoquotidiano.it, dove ha invitato i sindaci a impegnarsi con ogni mezzo, anche clientelare, per assicurare a Renzi la vittoria del referendum. La resa dei conti, auspicata da più parti nel Pd, lascia però il posto a un siparietto: risate, applausi e varietà assicurato. Nessuna intenzione di dare spazio alla vicenda che potrebbe addensare tensioni nel partito e sottrarre attenzione e consensi intorno alla madre di tutte le battaglie, il referendum del 4 dicembre.

Renzi e De Luca erano a Caserta, nella tappa per tour “Basta un Sì”. In sala delegati, sindaci, sostenitori. Renzi riprende la palla, in un clima tutt’altro che teso: “Lui basta che non abbia fatto dichiarazioni. Bene, ha chiesto scusa, va bene. Mi é toccato anche difenderlo!”. E poi porta le dita sui denti, come a imitare un morso. Dalla platea, applausi per De Luca, e uno grida: “noi gli vogliamo bene”. E Renzi rilancia: “Certo. Gli vogliamo bene. A lui. E anche alla Bindi”. Dal pubblico  mugugni , un buu. E Renzi ancora dal palco: “Eh no. No, eh? Tutti. Niente ‘no’. Noi alla Bindi vogliamo bene“. Pausa. “De Luca un po’ di più , ma anche noi le vogliamo bene”. Insomma, Renzi non solo no prende le distanze da De Luca nella terra di De Luca ma ci scherza, ammicca e in qualche modo perdona.

L’affaire De Luca finisse in una risata. De Luca arriva a pochi metri da Renzi, tenta di farsi largo tra la folla, quasi a cercare il pronto perdono o un cenno di assenso. Prova ad avvicinarsi sotto il palco per salutarlo ma la ressa gli rende la vita difficile. Ci riprova di nuovo, ma stavolta si imbatte in alcuni democrat che lo trattengono mentre il capo del governo si allontana. Renzi non dice nulla di più, solo quella richiesta di silenzio stampa per le prossime due settimane. Che dura un niente: sfumata l’occasione di parlare con Renzi, il governatore decide di guadagnare l’uscita, dopo aver stretto la mano al senatore Vincenzo D’Anna, uno dei pochi ad averlo difeso nel pieno della bufera.

Ai cronisti che gli chiedono se il rapporto con Renzi sia ancora idilliaco risponde solo: “Certo, certo”. “Renzi l’ha rimproverata?” lo incalza un giornalista. Lui taglia corto: “No”. Poi lascia il teatro. Resta il giallo su un incontro a quattr’occhi tra i due, dietro le quinte. Se contatto c’è stato (dalla Regione giurano di sì), è stato di sicuro freddo, distaccato. Lo riferiscono dirigenti del Pd, citati dal Mattino di Napoli. “De Luca non c’era, non lo abbiamo visto”, dicono però altre fonti. E infatti era arrivato in ritardo, forse non casualmente.

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