Le difficoltà delle ultime settimane sembrano non aver avuto effetto. Nelle intenzioni di voto degli italiani resta ancora il primo partito, nonostante tutto. E in caso di ballottaggio, batterebbe il Partito Democratico. Secondo le analisi di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, il Movimento 5 Stelle rimane saldo al primo posto con il 30,3% dei consensi, davanti al Pd al 29,3%. Dietro, continuano a sgomitare le tre anime del centrodestra: Forza Italia guida con il 12,3%, davanti a Lega (12,1%) e Fratelli d’Italia (5,1%).

Se si andasse a votare con l’Italicum, ipotesi che si fa sempre meno salda con il passare delle settimane, al ballottaggio il M5S supererebbe il Pd 56,9% a 43,1%, in virtù del netto appoggio che verrebbe garantito ai grillini dagli elettori della Lega (60%-5%) e di FdI (65%-0%) e, ma in misura minore, di Forza Italia (40%-25%).

Il caos giunta a Roma e il caso Pizzarotti sembrano quindi non aver scalfito la credibilità di cui il Movimento gode presso i propri elettori: attutito il calo dei consensi registrato nelle ultime settimane, spiega Pagnoncelli, i grillini pagano al più una “flessione di immagine” presso i non elettori: “I delusi sono una minoranza e sono propensi ad astenersi. Al contrario, la maggioranza prende le difese del Movimento e dei propri leader”.

Sugli altri due fronti, l’elettorato del Partito Democratico resta coeso nonostante la divisione interna e la tensione continua tra maggioranza e minoranza, mentre il centrodestra paga l’attuale incapacità di elaborare una proposta politica condivisa e di individuare un leader capace di superare la frammentazione.

E il governo come sta? Ad apprezzare il suo operato è un terzo degli italiani (34%), contro il 60% che ne dà un giudizio negativo. Nel complesso l’indice di gradimento – calcolato, spiega Pagnoncelli, escludendo gli intervistati che non si esprimono – resta stabile a quota 36, come a inizio luglio. Così il 32% degli intervistati esprime apprezzamento sul premier Renzi, con un indice di gradimento pari a 34: un punto in meno rispetto al trimestre precedente.

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