Un gruppo di donne vestite di nero ha manifestato all’interno del Parlamento europeo per il diritto all’aborto e alla salute in Polonia. Dopo lo sciopero di massa delle cittadine polacche di domenica 3 e lunedì 4 ottobre contro la legge che vuole vietare l’interruzione di gravidanza volontaria, continuano le iniziative di protesta. A Bruxelles le attiviste si sono radunate per denunciare il silenzio dei media nazionali e non solo sul tema, ricordando che sono scese in piazza centinaia di migliaia di persone in tutte le città polacche ma anche davanti alle ambasciate polacche nel resto d’Europa e del mondo, da Londra all’Australia.

Prima dell’iniziativa una delegazione di europarlamentari, tutte vestite di nero, ha tenuto una conferenza stampa cui hanno partecipato la svedese Maljn Bioerk della Sinistra Unitaria, la tedesca Terry Reintke dei Verdi, l’austriaca Angelika Mlinar del gruppo lib-dem Alde e la belga Maria Arena per il gruppo socialista S&D, assieme a Kamila Ferenc e Barbara Nozacka, rappresentanti del movimento “All of us: Women’s Right in Poland”. “In Polonia le donne sono forzate a portare a termine la gravidanza anche quando il feto è destinato a morire subito dopo la nascita o quando la gravidanza è conseguenza di una violenza sessuale” hanno denunciato chiedendo alla Ue di “fermare la svolta draconiana dell’ultradestra” che si propaga in Europa.

In risposta alle affermazioni degli europarlamentari del Pis, il partito conservatore che detiene il potere in Polonia, che hanno chiesto la non ingerenza della Ue e dell’Europarlamento sul diritto all’aborto, la belga Arena ha sottolineato che lo strumento per intervenire è “la direttiva europea sulla non discriminazione per l’accesso alla salute, perché quello che sta facendo è bloccare l’accesso alle cure sanitarie per le donne”.

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