Non ci sarebbe la mano di al Qaeda, dietro al sequestro dei due italiani rapiti in Libia insieme ad un cittadino canadese. Ad affermarlo è il nucleo speciale per le operazioni di ricerca dei 3 tecnici, presi in ostaggio il 19 settembre scorso nella regione del Fezzan, al confine con l’Algeria. In un comunicato pubblicato sulla pagina facebook del Comune di Ghat, le autorità locali affermano testualmente che la raccolta di informazioni sui tre rapiti “prosegue senza sosta” e negano “qualsiasi responsabilità di al Qaeda nel sequestro”. A rapire i tecnici della Con.I.Cos Bruno Cacace e Danilo Calonego e il loro collega di nazionalità canadese sarebbe stato invece “un piccolo gruppo di fuorilegge“.

Il comunicato smentisce le dichiarazioni del colonnello Ahmed al Mismari, portavoce delle Forze armate libiche di Khalifa Haftar, che nei giorni scorsi aveva affermato che “i due italiani rapiti nel sud-ovest della Libia sono stati sequestrati da una banda criminale e dietro c’è il marchio di Al-Qaeda”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Sparatoria San Diego, polizia uccide 30enne afroamericano disarmato

prev
Articolo Successivo

Malaysia Airlines, gli investigatori: “Indagine chiusa. Missile lanciato dai ribelli ucraini”

next