Vogliamo parlare della nuova campagna del Fertility Day? Ok facciamolo, ma velocemente, promuoviamo il buon senso e abbandoniamo presto lo sterile accanimento. Nell’immagine incriminata troviamo giovani ragazzi, stile serie televisiva di successo anni Novanta, contrapposti a giovani e variopinti fricchettoni, accettatemi la semplificazione, i termini buono e cattivo usati, in maniera infantile, nello slogan scelto per accompagnare questo parto che non vuol saperne di venire dall’intelletto.

Manifesto pessimo, siamo tutti d’accordo, non dilunghiamoci su questo, a mio avviso, il peggio è credere ingenuamente di trovarsi di fronte l’ennesima gaffe o errore di comunicazione dei nostri governanti, non invece a qualcosa di voluto per fare polemica, per far parlare, per distrarre da temi che magari dovrebbero ricevere maggiori attenzioni. Non è possibile pensare che, al Ministero della Salute, non avrebbero immaginato le reazioni a quel tipo di pubblicità, soprattutto dopo quanto già era accaduto con il primo lancio della campagna. Consentitemi di cadere nel banale affermando che errare humanum est, perseverare diabolicum.

I nostri politici danno prova spesso di incompetenza, generalmente meno di stupidità, pur con le dovute eccezioni. Facciamo il loro gioco, noi popolo dello sdegno a portata di clic, come sempre. L’incremento delle nascite riguarda gli indignati ed è già un successo.

Ora però, detto questo che mi sgorga davvero dal cuore, vedendo le prevedibili reazioni all'”imprevisto” manifesto, scelgo di non subirle e passo volentieri ad altro, ricordando Dante Alighieri, sommo poeta, che diceva “non ti curare di loro, ma guarda e passa”, essendo lui passato dal Paradiso e dall’Inferno, con in mezzo il Purgatorio, di buone abitudini e cattivi compagni qualcosa ne sapeva, intanto a noi tocca solo l’ultimo, rassegniamoci.

fertilityday-x-il-fatto

Vignetta di Pietro Vanessi

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Fertility Day, capelloni e bad girls. E se ci piacessero i cattivi compagni?

next
Articolo Successivo

Flavio Briatore sbaglia sulla Puglia ma è anche colpa nostra

next